Vai direttamente ai contenuti

Parole chiave Abracadabra in tema Inclusive Design

Un alfabeto dell'inclusive design costituito da una personalissima selezione delle !parole chiave, strumenti e concetti da conoscere per candidarsi a diventare inclusive designer o inclusive artist che dir si voglia. !Inclusive Design, dunque, come capacità di progettare un'interfaccia in maniera tale che sia correttamente fruibile da chiunque, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiologiche, cognitive, capacità sensoriali, corredo linguistico o culturale e con particolare riguardo all'ambito Web.

A come Ausili

In ambito inclusive design è importante sperimentare l'utilizzo di ausili cercando così di capire cosa vuol dire mettersi nelle scarpe altrui. Decisivi sono gli ausili per le persone con tetraparesi o con tetraplegia o con malattie degenerative che possono così rendersi almeno in parte autonomi e indipendenti grazie anche ad interfacce che riconoscono i gesti facciali. Tutti i sistemi operativi sono impegnati nel fornire supporto a più persone possibili per tutte le età, lingue ed abilità fisiche: è possibile scoprire all'interno di software e sistemi operativi l'esistenza di soluzioni di ausili cercando !accessibilità o !accessibility nelle relative sezioni aiuto (help). Fra i molti ausili in commercio sicuramente risultano molto importanti gli screen-reader capaci di elaborare l'informazione testuale di un'interfaccia digitale e trasformarla in un output audio o braille. Gli screen-reader sono presenti in tutti i sistemi operativi, Linux compreso grazie ad Orca, ma sono particolarmente significative le soluzioni mobile come Voice Over per iOS (l'iPhone è di gran lunga preferito come smartphone da molti non vedenti) e lo screenreader TalkBack per Android. A livello di test da segnalare l'opportunità multipiattaforma dello screenreader per chrome ChromeVox e la soluzione open-source per windows Nvda -Non visual desktop access. Nel ruolo di ausili le app installabili sul nostro smartphone forniscono numerose possibilità di supporto consentendo di effettuare zoom dello schermo, invertire i colori a schermo, ridurre il suono dei due canali stereo a un segnale mono, declamare a voce alta auto-correzioni e suggerimenti per il testo che si sta scrivendo, usare comandi vocali nonché la tradizionale funzione di screen reading già affrontata. Ma l'utilizzo più sorprendente è quello di alcune app come Seeing AI che consentono di comprendere, identificare e descrivere gli oggetti inquadrati dallo smartphone di una persona cieca grazie ad un sistema di intelligenza artificiale in continua fase di apprendimento.

B come Browser

I browser sono gli strumenti per fruire della comunicazione digitale basata sui linguaggi del Web. Rendere maggiormente consapevoli le persone su come utilizzarli propriamente significa migliorare la comunicazione digitale in senso inclusivo. I browser sono riconosciuti e identificati attraverso una stringa di codice testuale detta anche !User Agent che a volte è determinante nel visualizzare o interpretare in maniera diversa il Web ospitato sul server di riferimento. Nello scambio dati fra client e server soprattutto per quanto riguarda i browser gli !http headers sono file di testo importantissimo che includono - codifica dei caratteri, controllo della !cache, ultima data di modifica, !referrer ovvero pagina di provenienza eccetera compresi i !cookies che registrano una serie d'informazioni circa le navigazioni sul Web con implicazioni delicate sul fronte della #privacy ma d'indubbia comodità a livello funzionale. Il !browser è uno strumento essenziale per la navigazione sul Web. Il Web fa parte della più ampia rete di comunicazione Internet composta da svariati servizi comunicativi caratterizzati tutti da uno specifico protocollo (insieme di regole): tutti i servizi comunicativi d'Internet vengono erogati da specifici computer fornitori di servizi denominati come server interrogati allo scopo da computer desiderosi di ricevere il servizio attraverso specifici software che vengono denominati client e che cercano il servizio sul server su determinati indirizzi specifici noti anche come porte (ecco perché per la comunicazione Internet si parla di modello client-server). Tutti i computer per esistere e comunicare in Internet devono essere identificati da un indirizzo detto anche numero IP per comodità spesso tradotto in un indirizzo alfabetico (attraverso il noto servizo DNS). Molti servizi internet come ad esempio quello della posta elettronica o del trasferimento file (ftp) sono erogati solo attraverso una sessione di autenticazione (login) durante la quale sono forniti nome utente e password. Il browser è il software client che ottiene (senza autenticazione) dalla porta 80 del server Web la possibilità d'interagire con una pagina Web attraverso il protocollo di comunicazione http (con desineza s che sa per secure in caso di protezione crittografica). Per poter interagire al meglio con una pagina Web è molto importante avere piena consapevolezza di ciò che stiamo facendo ricordandosi di abilitare l'!address bar del browser, avere accesso a tutti i menù e funzionalità interne del browser magari prendendo dimestichezza a tal scopo con le scorciatoie da tastiera utili (ad esempio CTRL o CMD + U per una immediata visualizzazione del codice sorgente). Un click destro del mouse può offrire possibilità diverse d'interazione a cominciare dalle funzionalità !visualizza sorgente ed !analizza elemento. Il codice sorgente visualizzabile dal browser è il risultato (output) dell'interazione client-server fra browser e server ed è il file di testo dove è possibile capire l'origine della struttura, la formattazione e gli script di funzionamento di una pagina Web. In sintesi nel file sorgente di una pagina web è contenuto il codice di marcatura html che definisce la struttura di una pagina web, il linguaggio di editing css che ne determina la formattazione e il linguaggio di scripting (javascript) che ne determina il funzionamento in relazione ai meccanismi d'interazione con l'utente finale della pagina Web: salvare una pagina web in locale (file sorgente), modificare il file sorgente e verificare l'effetto delle modifiche è una ottima maniera per sperimentare il reale funzionamento del Web (esistono allo scopo delle funzionalità insite nel browser come analizza-ispeziona elemento per analisi del codice e del rendering di una pagina Web dopo lo sviluppo del cosiddetto DOM (Document Object Model). Se si considerano i tantissimi dispositivi di tipo diverso che accedono al Web (console, smartphone, desktop, netbook, WebTv, eccetera) si arriva facilmente alla conclusione che non solo esistono tantissimi browser di tipo diverso ma anche che è impossibile realizzare una pagina Web che venga visualizzata alla stessa maniera da tutti i dispositivi e conseguentemente da tutti i browser (è interessante notare come in alcune regioni geografiche ci sono massicce adozioni di browser di tipo drasticamente diverso da quelli universalmente noti). Diventa cosí importante poter provare e testare la pagina Web su più piattaforme possibili e in mancanza di meglio su simulatori ed emulatori delle medesime. I computer desktop NON possono essere più considerati i privilegiati interlocutori del Web e agli ormai imperanti smartphone e tablet si stanno affiancando le soluzioni da salotto come le Web TV oppure le consolle alla kinect con proprie funzionalità e nuove interfacce di comando perlopiù basate su comandi vocali oppure gesti del corpo o della mano. Per questa ragione, è consigliabile prendere in considerazione i seguenti browser: Firefox per la sua natura Open Source garanzia di sicurezza e interoperabilità; Chrome per la sua ampia offerta di tool di analisi Web; Opera molto interessante per il suo motore di rendering proprietario per il javascript e per le sue innumerevoli e funzionali soluzioni d'interfaccia utente; Brave per le sue opzioni avanzate di protezione della privacy e ad-blocking.
Alcuni loghi circolari dei pochi browser più utilizzati al mondo: Chrome, Edge, Firefox, Safari, Opera. Fonte https://www.browserstack.com/

C come Cecità

Le persone cieche non sono molto numerose (sono lo 0,6% ovvero meno dell'un per cento nella popolazione italiana) ma sicuramente risentono di problematiche fra le più drammatiche in tema di accessibilità e fruibilità dell'informazione digitale. Fortunatamente, lo sviluppo di tecnologie assistive ed ausili sempre più performanti agevolano la maniera con cui le persone cieche accedono e usufruiscono della comunicazione Web da tastiera, sempre che si adottino determinati accorgimenti quali la possibilità di fornire alternative testuali ai vari oggetti multimediali della pagina Web. Molto importante, in ambito multimediale, l'opportunità delle audiodescrizioni. Le persone cieche recepiscono il Web in maniera linearizzata (un elemento in successione all'altro) e facendo riferimento principalmente ai contenuti testuali ospitati in aree funzionali marcabili tramite cosiddetti landmark, facilitando, così, l'interazione con elementi funzionali ed informativi tramite Accessible Rich Internet Applications (ARIA). Fondamentale assegnare testo significativo a tutti i tipi di !alternative testuali come nel caso dell'attributo alt per le immagini peraltro sempre più realizzati in maniera automatica tramite intelligenze artificiali soprattutto in ambito social (analizzare le immagini con il tasto destro del mouse per credere...). Alcuni utenti ciechi apprezzano la possibilità di saltare elementi ricorsivi e ridondanti come menù e barre di navigazione andando direttamente ai contenuti della pagina attraverso link interni appositi in particolare per siti Web molto complessi. Una lettura efficace della pagina Web è possibile grazie a collegamenti con testo significativo anche se letto fuori dal contesto generale e in successione (ad esempio: non usare clicca qui) e l'utilizzo di elementi strutturali di tipo h. Assegnare il corretto valore di lingua (ad esempio it nel caso di pagina Web in lingua italiana) tramite attributo lang permette una pronuncia della pagina Web in maniera corretta allo !screenreader. Trattare opportunamente le tabelle dati con relativi marcatori e attributi caption, scope ed id agevola la lettura delle medesime e permette di interpretare correttamente i dati.

D come Daltonismo

Per la complessa questione della percezione dei colori conviene utilizzare strumenti di simulazione controllando che non sia assegnata al colore in maniera esclusiva una qualsivoglia informazione e comunque cercando di evitare combinazioni di colore potenzialmente problematiche. Sono molte le disfunzioni visive che affliggono tante persone nel mondo (soprattutto fra la popolazione maschile per quanto riguarda le varie forme di daltonismo) e che creano disturbi di leggibilità e di percezione visiva: ad esempio chi soffre di !miodesopsie vede apparire puntini - dette mosche volanti - sul fondo della retina in corrispondenza di scenari bianchi o troppo chiari Molti servizi di validazione sotto forma di software oppure di servizi online come Coblis sono utilizzabili per associare i colori alla percezione reale dell'utente ma soprattutto per simulare l'efficacia comunicativa di una proposta cromatica, per esempio. grazie agli utilissimi tool di Adobe Color. Se è vero che un bravo webmaster e sviluppatore deve prendere dimestichezza con i codici esadecimali dei colori e possibilmente rispettare gli standard dei contrasti è soprattutto vero che bisogna valutare l'efficacia comunicativa di una interfaccia nel suo complesso tenendo presente come alcuni interventi di formattazione come la sottolineatura o l'utilizzo di simboli e codici possono consentire l'utilizzo di qualsiasi colore per qualsiasi offerta d'interfaccia facendo salvo il principio iniziale di non delegare al colore in forma esclusiva la funzione comunicativa. Questo vuol dire anche che se devo realizzare delle infografiche come mappe e grafici a torta piuttosto che avvalersi d'improbabili !blind color palette conviene implementare e associare variazioni di codici, contorni, forme, dimensioni e animazioni di tipo diverso nonché saturazioni diverse ma della solita tonalità di colore per assicurare una corretta distinguibilità e interpretazione dell'informazione offerta. Occorre ricordare a tal proposito che la percezione dei colori può risultare un processo decisamente soggettivo come ha dimostrato di recente la vicenda virale del vestitino percepito da molte persone blu e nero e da tante oltre oro e bianco e se si ha qualche dubbio sulla propria capacità di distinguere i colori si può effettuare il test di Ishihara (magari effettuando prima la calibrazione del monitor).
un occhio sullo sfondo dello spettro dei colori: quale potrà distinguere? Fonte https://www.color-blindness.com/coblis-color-blindness-simulator/

E come Epilessia

Le persone epilettiche sono l'un per cento della popolazione (1%) e sono le uniche persone che possono ricevere un vero e proprio danno fisiologico anche grave se recepiscono un certo tipo d'informazione cromatica in intermittenza. Diventa quindi un dovere morale evitare animazioni ovvero mutamenti repentini di oscurità e luce che abbiano delle caratteristiche potenzialmente pericolose per chi soffre di epilessia. In tal senso è importante imparare che sono particolarmente pericolose le intermittenze superiori a tre battiti al secondo e occorre quindi verificare l'eventuale presenza sul proprio sito Web di video ed animazioni potenzialmente pericolose anche tramite servizi online come onlineflashtest.com oppure HARDINGTEST.

F come Font

Lo sviluppo di un design inclusivo non può prescindere dai principi base della tipografia cominciando dallo studio dell'anatomia dei !glifi che compongono graficamente un font o tipo di carattere. La storia dei caratteri è altrettanto importante anche quando si voglia sviluppare un font per il design contemporaneo. Come software esistono svariate offerte multipiattaforma utilizzate da molti font designer come FontForge che ha il vantaggio di contare su una comunità di sviluppo ben attiva oppure BirdFont che vanta un'interfaccia più amichevole e moderna. I webfont e i variable fonts risultano utili per utilizzi online: lo sviluppo è in continua evoluzione e già esistono svariati repository specifici a disposizione ed esempi applicativi come Roboto Flex. L'iniziativa di Google NOTO per realizzare e distribuire liberamente font referenti a lingue e culture di tutto il mondo è davvero notevole sia per l'ampio repository offerto sia per le note di sviluppo disponibili. Bisogna poi tenere di conto delle !Traslitterazioni: molte lingue logografiche o non latine vengono spesso trascritte o romanizzate in lingue latine per semplicità di utilizzo e comunicativa spesso associando il risultato finale a una corrispondenza fonetica con il termine di origine. Il concetto può apparire astruso e difficile da comprendere ma in realtà è facilmente spiegabile con un esempio pratico... Pensate a come si dice Italia in Inglese: ITALY, in cinese la pronuncia diventa Yì Dà Lì rappresentata da tre ideogrammi 意 大 利 che tutti insieme rappresentano dunque la parola Italia (in virtù della pronuncia possibile in cinese dell'equivalente inglese) ma che singolarmente hanno significati multipli quali desiderio - grande - beneficio. 意大利 è dunque la rappresentazione del termine Italia in quanto la pronuncia d'Italia in inglese (con toni tipici utilizzati in Cina) è Yì Dà Lì e i tre ideogrammi rappresentano la pronuncia delle sillabe che compongono la pronuncia inglese della parola così come comunemente nota in tutto il mondo anche se alla fine può risolversi semanticamente in un qualcosa di drasticamente diverso da ciò che deve rappresentare. Per quanto riguarda l'inclusive design è doveroso indicare nell'Atkinson Hyperlegible Font il tentativo più serio nel realizzare un font ad alta leggibilità.

G come Graphic Design

Ferma restando la necessità di saper soppesare i pesi dei vari elementi grafici nella progettazione di un layout che possa essere considerato comprensibile e fruibile, svariate piattaforme online come canva oppure photopea risultano utili in ambito graphic design così come molte soluzioni Open Source ovvero alternative software ai più blasonati e accreditate soluzioni commerciali possono risultare particolarmente preziose in ambito di preparazione di oggetti multimediali ed ebook: GIMP ovvero GNU Image Manipulation Program è un ottimo software libero per la manipolazione di immagini raster-bitmap supportato da guide online in italiano (al quale magari affiancare digiKam come Professional Photo Management e XNView per la gestione dei meta-dati); per illustrazioni e grafica vettoriale Krita oppure Inkscape; come suite libera per documenti office Libre Office supporta oramai diverse procedure di produzione ed innesto di elementi multimediali; Scribus è un programma d'impaginazione professionale e DTP (DeskTop Publishing). Per audio editing multitraccia e multipiattaforma Tenacity è un fork del famoso software di !Audacity. VLC media player è un lettore multimediale gratuito open source multipiattaforma, in grado di riprodurre file audio e video in diversi formati e su vari dispositivi, sviluppato dal progetto VideoLAN; video che possono efficacemente essere editabili grazie a OpenSohot video editor.
frizzi frizzi è un magazine fra i più interessanti in tema graphic design. Fonte https://www.frizzifrizzi.it/

H come Helpdesk

Stabilire un rapporto di comunicazione diretta con l'utenza finale può diventare la strategia vincente per misurare l'efficacia del proprio portale Web sulla base delle esigenze dell'utenza stessa. Cercare di valutare a posteriori il comportamento degli utenti e alcune loro prerogative attraverso lo studio delle statistiche è fondamentale ma è altrettanto importante stabilire una comunicazione diretta con gli utenti e dare ai medesimi la possibilità di poter esplicitare i loro apprezzamenti e o lamentele direttamente sul portale stesso. Blog, forum, chat, mailing-list, moduli e quant'altro possono tornare utili in questo senso ma un apposito servizio di helpdesk capace d'intercettare ed elaborare le esigenze degli utenti rappresenta indubbiamente la migliore soluzione possibile anche semplicemente attraverso l'esposizione in evidenza di moduli (form) accessibili.

I come Intelligenze Artificiali

Le !AI (Artificial Intelligence) basate su procedure di !Machine Learning (ovvero analisi e apprendimento da comportamenti ed elaborati umani) sono sempre più presenti nella nostra quotidianità ma bisogna fare molta attenzione al loro utilizzo per non essere essere manipolati per ragioni economiche e vedere così compromessa la nostra efficacia comunicativa anche in termini di inclusività. Lo scenario geo-politico di investimento sulle intelligenze artificiali è esemplificativo dell'enorme sviluppo di piattaforme AI in continua crescita e, in ambito artistico, capaci di analizzare significative porzioni di Internet e imponenti database di immagini in relazione con le loro alternative testuali per realizzare creazioni !text-to-image tramite piattaforme specializzate allo scopo come Midjourney. L'interazione con questi sistemi avviene tramite PROMPT ovvero frasi che, se ben formulate, pemettono di realizzare efficaci prodotti creativi 'al volo'. Non bisogna peraltro abbandonarsi acriticamente all'entusiasmo (effetto Eliza) e riflettere sui molteplici aspetti etici connessi a queste nuove tecnologie. Google offre diversi e potenti strumenti a cominciare da Gemini ma anche altri meno noti come Cloud Vision AI (capace di interpretare semanticamente qualsiasi immagine grafica abbinandola semanticamente a concetti e parole). Nello stesso settore di grafica artificiale OpenAI ha prodotto ChatGPT basato sul suo algoritmo Dall-E a sua volta implementato da Microsoft per il suo assistente onnipresente Copilot e per il generatore di immagini Microsoft Designer. Elaborazioni algoritmiche complesse si applicano a !Large Language Model (LLM) tramite l'analisi di terabyte di !token (segni che rappresentano distinte entità semantiche) riuscendo a produrre in tempo reale risposte usando dati indicizzati sempre più di frequente; da tempo, applicativi online come Simplified utilizzano 'motori intelligenti' del genere per realizzare testi e grafiche per svariate finalità comunicative. In tema inclusive design occorre sottolineare come gli algoritmi di check e validazione producono spesso 'falsi positivi'.
tutti salutano gli algoritmi: ma è un saluto benaugurante? Fonte https://interactive.aljazeera.com/aje/2019/hail-algorithms/index.html

J come Junior

Prendere in considerazione i bambini è un'ottima opportunità per capire quanto può tornare utile un design inclusivo. I bambini quando sono molto piccoli, anche se godono di ottima salute, hanno poca esperienze, poche competenze (anche di linguaggio) sviluppate e, sfortunatamente, sono comunque soggetti (come tutti noi) a risentire di disabilità temporanee o permanenti. Per questo, trascendendo il Web e prendendo in considerazione le interfacce digitali più in generale è interessante studiare case history di videogames come Minecraft che è un prodotto molto popolare ma anche sviluppato in maniera molto raffinata a livello di inclusive design. I videogiochi - che possono essere approssimativamente assimilati ai meta-versi - sono una ottima occasione per testare le proprie capacità di progettista multimediale sensibile alle esigenze di accessibilità delle persone disabili che possono rapportarsi ai medesimi con gli opportuni ausili audio. Per quanto riguarda le persone non vedenti la progettazione di un videogioco deve necessariamente spostarsi su un piano di realizzazione di cosiddetti audiogame essendo la percezione audio la più adatta per entrare in sinergia con una persona non vedente durante lo svolgersi di un gioco magari attraverso la gestione di suoni e rumori 3D. Vi sono poi molte altre tipologie di disabilità rispetto alle quali il progettista può ragionare in termini inclusivi rispettando vere e proprie linee guida per videogame accessibili (queste ultime da confrontare anche con le innovative Xbox Accessibility Guidelines di casa Microsoft). E' interessante occuparsi di accessibilità per videogame in quanto l'esperienza del videogiocatore è una esperienza molto intensa e complessa. Per quanto riguarda le disabilità relative alla mobilità la prima questione di cui preoccuparsi è quella di prevedere una !Ri-mappatura dei tasti e comandi in quanto persone affette da varie disabilità motorie anche gravi devono poter essere messe in grado di modificare a proprio piacimento l'accesso ai comandi rispettando un principio più generale di libertà di modifica dell'interazione con l'interfaccia (sia hardware che software) che è alla base di qualsiasi ragionamento possibile in termini di usabilità ed accessibilità. Provare ad accedere e utilizzare un videogioco con l'utilizzo di una sola mano è un buon test sull'argomento così come magari provare a giocare con il solo utilizzo del mouse o con il solo utilizzo della tastiera. Un altro aspetto importante per i disabili motori gravi è la possibilità di cambiare le possibilità di !camera controls ovvero di configurazione della visione di gioco la quale, essendo direttamente correlata con la possibilità di spostarsi con una precisione di movimenti più o meno alta, può essere determinante per coloro che hanno difficoltà a gestire movimenti di precisione (provate a giocare con la sensibilità di movimento del mouse dal pannello di controllo del vostro computer e vi rendete conto di cosa stiamo parlando...). Per quanto riguarda l'aspetto del !Visual è essenziale dare la possibilità di variare la grandezza e il colore dei testi scritti rispettando - ovviamente - la regola più generale di non assegnare significato comunicativo ai colori. La variazione dei contrasti e dei colori (così come l'abbinamento di simboli al loro significato comunicativo) non solo delle scritte ma anche, ad esempio, dei contorni che qualificano amici o nemici in un gioco di guerra significa venire in aiuto di chi ha magari difficoltà a distinguere alcuni colori come fra il rosso dal verde (fate uno screenshot della schermata di gioco osservatela in toni di grigio e capirete se è accessibile per daltonici). I sottotitoli (sincronizzati) sono l'ausilio principale da offrire per chi è sordo ed ovviamente non è legato esclusivamente alla comunicativa del linguaggio dei segni. Per i disabili cognitivi gli accorgimenti più efficaci riguardano la possibilità di offrire tutorial ed aiuti online, le possibilità di utilizzare cosiddette modalità !Sandbox ovvero particolari condizioni che aiutano a capire come si interpreta il gioco senza essere subito mortificati da penalizzazioni ed esclusioni (un esempio valido le modalità di combattimento fra avatar dove la vita-energia a disposizione è infinita) potendo dunque variare le difficoltà di accesso e di utilizzo del videogioco. Altro strumento molto adatto per comunicare con i bambini sono gli eBook. I libri elettronici o !eBook sono una grande opportunità comunicativa per coinvolgere in maniera intensa un utente della comunicazione digitale che è messo nella possibilità di leggere-studiare anche per molte ore o molti giorni un testo o un testo arricchito di elementi multimediali senza necessariamente essere online. !Epub3 è il nuovo formato standard per gli ebook ed è la migliore dimostrazione di come i linguaggi del Web possono aprire facilmente nuovi scenari di utilizzo interattivo della comunicazione digitale. Proprio a causa della sua struttura di tipo mark-up basato sulle possibilità comunicative dei linguaggi html-css-javascript l'!epub risulta essere particolarmente manipolabile ed adattabile per la comunicazione su Web di illustrazioni, fumetti e più in generale narrativa interattiva oltre che multimediale (ePub3 reader permettendo...). Esistono molti servizi online così come software open-source per la produzione di ePub multimediali come l'editor multipiattaforma !Sigil oppure la piattaforma di gestione e conversione ebook Calibre particolarmente efficace se si parte da un documento ben formato di tipo .ODT realizzato magari da !Libre Office. In particolare, Sigil è un tool di sviluppo multipiattaforma molto utile per scrivere ex-novo o ancor meglio "aggiustare" file epub: un editor dall'interfaccia friendly e con comandi di menu disponibili in italiano. I file epub devono essere file formalmente validi per essere accettati e distribuiti dalle varie biblioteche e piattaforme di utilizzo di ebook come nel caso delle esigenti richieste di Amazon per la pubblicazione di ebook per Kindle. Lo strumento di validazione del codice prodotto per eccellenza è l'utility in java EpubCheck di cui esiste una comoda versione GUI.

K come Knowledge Graph

Al fine di rendere maggiormente significativi e comprensibili i contenuti digitali è possibile, in pieno stile html5, strutturare i contenuti attraverso appositi micro-dati semantici definiti attraverso apposita marcatura definita dalla iniziativa SCHEMA.ORG che risulta utile anche per una più efficace rappresentazione dei risultati tramite !rich snippets sulla pagina dei risultati di ricerca grazie a json-ld: per comodità è possibile utilizzare appositi validatori di risultati multimediali ma soprattutto json-ld generator (anche nella loro immancabile forma di plugin per chrome) così come per i cms plugin-estensioni sempre per generare dati strutturati anche molto articolati. La schematizzazione dei dati risulta utile anche predisporre un'adeguata KNOWLEDGE GRAPH che in qualche maniera si può considerare come una rappresentazione della propria entità informativa su svariate piattaforme elettroniche che in qualche maniera si influenzano così a vicenda: è interessante notare come la rappresentazione di schede informative su aziende o personaggi su Google o altri motori di ricerca (compreso l'innovativo Duck Duck Go) non dipenda esclusivamente da ciò che è scritto nella pagina Web dell'entità informativa da rappresentare ma come la stessa entità (nel caso di personalità per Google si parla di people card ed in caso di aziende di My Business) venga recensita da fonti considerate particolarmente significative ed affidabili (ad esempio Wikipedia). L'ossessione di Google per il !Knowledge Graph è ben rappresentato dalle !knowledge panel ottenibili in varie maniere: tramite l'ottimizzazione on-site sul proprio sito Web tramite le schematizzazioni schema.org e approfittando di specifiche diverse ad esempio per le immagini (rappresentate anche sotto forma di Web Stories) ed i prodotti esposti e commercializzabili online. Le knowledge panel sono dunque rappresentazioni grafico-visuali sulla SERP (come ad esempio le !zero position ) dipendenti da procedure di schematizzazione ma anche di link popularity in termini di descrizioni (e di nuovo schematizzazioni) ospitate su cosiddette !trusted sources. Queste fonti autorevoli in continuo aggiornamento scome wikidata-wikipedia, social B2B come linkedin, portali di news. L'aspetto interessante di questa vicenda è che, come per Google My Business o le imminenti People Card queste schede possono essere create automaticamente ed è quindi opportuno da parte di chi rappresenta e valorizza brand monitorare costantemente, ed eventualmente rivendicare l'esposizione strutturata dei brand online - magari anche con tool appositi come Knowledge Graph Explorer (mentre le singole url ospitanti identità preoccupandosi di gestire brand account e controllare che le schede informative così prodotte siano conformi ai parametri più utili per la loro stessa rappresentazione. Oltre al comparto dei motori di ricerca vi sono poi i !Social Network che tendono a condividere l'informazione attraverso uno specifico protocollo di meta descrizione dell'informazione digitale noto come meta OG sviluppato da Facebook (verificabile anche attraverso specifico debugger) ed adottato da quasi tutte le altre piattaforme social (twitter ha una sua implementazione specifica) per il quale, manco a dirlo, esistono appositi servizi di generazione online. Per la rappresentazione sui social occorre fare attenzione ai mutevoli requisiti minimi delle immagini di riferimento per poter rappresentare correttamente un'entità Web su Facebook e compagnia attualmente riconducibile alla misura minima 1200 × 630 pixel. Altrettanto importanti, sempre in ambito social, gli !algoritmi che sono utilizzati per organizzare le informazioni e le relazioni sulle rispettive piattaforme social; altra frontiera emergente quella dell'ottimizzazione per gli assistenti vocali per cui è importante immaginare contenuto in ottica di domande e sopratutto (info per) risposte utili). Bisogna anche tenere di conto della corretta organizzazione e presentazione di meta dati, collegamenti logici, elementi strutturali, contenuti ad uso e consumo dei tanti algoritmi dei sistemi di intelligenza artificiale che interpretano le nostre interfacce ed i nostri dati su mandato dei svariate tipologie di mediatori digitali come motori di ricerca. I !Motori di Ricerca al fine di premiare il posizionamento di una pagina Web sulla SERP (pagina di risultati di ricerca variabile secondo lingua e località di preferenza) fanno particolarmente attenzione a fattori ambientali come all'ecologia dei link interni ed esterni, alla qualità ed aggiornamento dei contenuti (facendo attenzione all'originalità dei medesimi nonché alla loro leggerezza ed efficacia di presentazione) ma anche a particolari elementi strutturali e meta-descrittivi come url, title, meta description, tag di tipo h, nonché alternative testuali, ed il tutto, ovviamente rispetto a un set di parole chiave da individuare e conseguenti contenuti adiacenti. Per affrontare la complessa tematica di realizzare codice search engine friendly è necessario conoscere il funzionamento dei motori di ricerca e, in un certo senso, calarsi nei loro panni utilizzando numerosi tools a disposizione. Cercare di capire anche come viene interpretata una pagina web accedendo alla !cache (solo testo) del motore di ricerca controllando anche la qualità di comunicazione browser-server tramite gli status code degli header e ponendo attenzione alla qualità dei link e della navigazione nei minimi particolari !pagina 404 inclusa. Google fornisce molta manualistica e diversi strumenti di controllo anche attraverso il proprio !Webmaster Tool denominato !Search Console così come altri strumenti ad hoc, ad esempio per il controllo della velocità delle pagine influenzabile, ovviamente, dalla qualità del tema che si sceglie e dalla quantità di plugin installati sul proprio CMS.
Fondamentale indirizzare lo spider del motore di ricerca (detto anche crawler o bot) verso contenuti originali o canonici) agevolando l'opera di indicizzazione attraverso apposite sitemap generabili per comodità tramite appositi !sitemap generator. Ancor più strategico l'utilizzo di strumenti quali il redirect 301 eventualmente configurabile tramite il file di testo .htaccess per collegare vecchi contenuti-indirizzi a nuovi. Non bisogna poi dimenticare che tutti i crawler come i browser ricevono prima il codice sorgente (visualizzabile tramite visualizza sorgente) per poi realizzare il cosidetto rendering del medesimo tramite lo sviluppo del Document Object Model (visualizzabile attraverso ispezione-analizza elemento). Tutti gli accorgimenti e le procedure di cui sopra sono valutabili e configurabili tramite gli oramai indispensabili !Webmaster Tool che qualsivoglia motore di ricerca - Google in primis con la sua Search Console - oramai mettono a disposizione. Nel caso di siti Web realizzati tramite cms come Wordpress possono tornare comodi specifici plugin come l'inossidabile yoast. Molto importante anche far comprendere ai motori di ricerca la diversità linguistica di un sito Web attraverso il corretto utilizzo degli attributi !hreflang e relativi valori linguistici e geografici. Molti lavori di analisi a cominciare dalla strategica evidenziazione dei backlink possono poi essere semplificati attraverso il software multipiattaforma Screaming Frog per finalità di crawling, estrazione dati e relativa schematizzazione.
il logo dell'utilissimo scraper a finalità seco screaming forg seo spider è una rana verde. Fonte https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/

L come Leggibilità

In caso di persone che sono caratterizzate da autismo, dislessia, discaulculia, disprassia, disgrafia, disturbi dell'apprendimento, sindromi neurologiche e disordini di vario tipo bisogna avere il massimo dell'attenzione verso il grado di leggibilità dei testi misurabile tramite metriche e strumenti che si basano principalmente sui diversi livelli acquisiti di curriculum scolastico. Diventa dunque importante offrire un'esperienza utente adatta a disabili cognitivi essendo la categoria di disabili più diffusa: evitare oggetti, comandi, applicazioni che provocano disturbo e movimenti inaspettati nelle pagine, fornire messaggi di errore significativi ed utili per proseguire la navigazione in caso di errore, implementare al massimo le caratteristiche di usabilità del sito Web ed utilizzare metafore (ad esempio utilizzo delle icone) in maniera coerente e in una forma presumibilmente riconoscibile dall'utenza finale ma soprattutto puntare su un alto livello di leggibilità di numeri e contenuti testuali (testi a colonna singola di 66 caratteri sarebbe l'optimum) per la cui comprensione dovrebbero essere sempre corredati da immagini esplicative. Qualora per la fruizione di un servizio erogato in una pagina sia previsto un determinato intervallo di tempo per il compimento di determinate azioni, è necessario avvertire l'utente, indicando anche il tempo massimo utile previsto fornendo funzioni di aiuto come guide in linea e documentazione relativi al funzionamento dell'ambiente. Le persone che soffrono di !dislessia o di altri disturbi quali !disgrafia o !discalculia (circa il tre per cento 3% della popolazione scolastica) hanno difficoltà nel leggere, scrivere-disegnare o fare di conto e dunque necessitano di una presentazione dell'informazione particolarmente semplice ed ordinata. Vi sono poi disturbi come la !disprassia che possono incidere sia su un piano cognitivo che su un piano di difficoltà dei movimenti e dunque sono persone che possono eseguire test fondamentali per misurare il grado di accessibilità e usabilità di una interfaccia digitale o Web. Bionic Reading® è un'interessante proposta consistente nella formattazione in grassetto di alcuni glifi iniziali delle parole con l'intento di velocizzare la lettura che ha visto nascere emulazioni molto interessanti da sperimentare. Nell'ambito dell'inclusive design bisogna tenere in considerazione le persone neurodivergenti come le persone autistiche (circa l'un per cento 1% della popolazione) che, a seconda della gravità dei disturbi dello spettro autistico di cui sono affette, possono beneficiare della cosiddetta Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) integrare, aumentare o anche sostituire il linguaggio verbale orale grazie ad ausili cartacei e analogici (tabelle di simboli, tastiere con messaggi vocali pre-registrati) ma anche digitali come nel caso dei libri per immagini. Si parla di neurodiversità im caso di persone che sono caratterizzate da autismo, dislessia, discaulculia, disprassia, disgrafia, disturbi dell'apprendimento, sindromi neurologiche e disordini di vario tipo. Sono molte le persone affette da DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) ed anche se queste condizioni vengono spesse percepite o definite come malattie, soprattutto nel caso della dislessia, si può parlare di 'energie' difficilmente gestibili in maniera tradizionale soprattutto in tenera età o in età avanzata. C'è sicuramente da riflettere osservando la mappa grafica dei !dislessici famosi riportata su un sito web auto-denominatosi non a caso donodislessia.it così come su una recente ricerca dell'Università di Cambridge che afferma come le persone dislessiche siano "persone particolarmente creative, con doti naturali sul fronte dell’esplorazione decisamente sopra la media". In alcuni casi di persone affette da autismo la comunicazione aumentativa e alternativa sotto forma di app è risultata utile per migliorare il loro comportamento sociale e la loro capacità di autocontrollo. Per le persone autistiche e che comunque hanno difficoltà sia d'interpretazione che di comunicazione risultano utili ambienti di semplificazione della comunicazione digitale e di alcune app specifiche che traggono vantaggio dalla modalità !touchscreen di relativa facilità d'uso e di per sè più facilmente accettata da persone con disabilità per la sua natura di immediato contatto senza periferiche di mediazione.

M come Motori di ricerca

I motori di ricerca sono la porta di accesso alla comunicazione Web: conoscerli più o meno bene ci consente di vivere un'esperienza di comunicazione digitale più o meno inclusiva in termini di reperimento e accesso all'informazione digitale. Il Web è comunemente inteso come lo spazio informativo e comunicativo accessibile tramite browser e indicizzato dai motori di ricerca sempre più AI supported (ma con opportuni distingui fra machine learning generativi e motori di ricerca e con la possibilità, da parte dei motori di ricerca, di bloccare l'indicizzazione delle AI attraverso appositi robots.txt) e sempre più in relazione con i social network. È importante rendersi conto se ci si trova davanti ad una interfaccia di ricerca che utilizza !spider, !database e !algoritmo di un altro motore di ricerca oppure ad un vero e proprio motore di ricerca completo in ogni sua parte (tecnologica e grafica) di soluzioni originali. Un motore di ricerca può essere rappresentato come una interfaccia alla quale è possibile sottoporre una !query (ultimamente definite anche come entità sotto un profilo semantico) che induce una ricerca in un data base strutturato costituito da informazioni raccolte attraverso il lavoro automatizzato di spider (detti anche crawler o bot). Il risultato della ricerca viene fornito in maniera ordinata (ranking in inglese) sulla base di un algoritmo matematico che tiene di conto delle caratteristiche informative del sito Web visitato dallo spider (in primis la quantità e la qualità dei contenuti) ma anche della sua ecologia di collegamenti con gli altri siti Web esistenti su Internet (quest'ultima idea del ricercatore italiano Marchiori che, col suo hypersearch, ha fatto la fortuna di Google consentendone il sorpasso su Altavista e altri motori di ricerca affermatisi negli anni '90 come ad esempio Yahoo! integrato poi da Bing). È importante sapere come presentare le informazioni ai motori di ricerca in termini di meta-descrizioni ma è altrettanto prendere atto che gli algoritmi sono sempre più in grado, attraverso anche meccanismi di !pattern recognition, d'interpretare e addirittura imparare a interpretare (!machine learning) schemi molto complessi di dati ed ancor più se hanno grandi moli di dati ovvero !Big Data a disposizione. Ovviamente, per facilitare questi meccanismi è necessario rapportarsi a questi veri e propri strumenti di !A.I. sottoponendo informazione - sia essa in forma vocale, visuale o scritta - nella maniera più chiara e comprensibile possibile. L'interfaccia grafica è importante per conquistare l'attenzione dell'utente finale ma senza impegnarlo esageratamente: pensate alla semplicità dell'interfaccia di Google abbinata però all'idea fantastica di modificare il proprio logo in un doodle variabile a seconda dell'attualità. La base dati è altrettanto importante perché consta delle informazioni (tante o poche raccolte dagli instancabili spider, informazioni magari utili e originali oppure inutilmente duplicate) che possiamo interrogare. L'ordinamento dei risultati è forse l'elemento più strategico perché è il meccanismo che ci consente di filtrare e selezionare l'informazione che veramente ci interessa rispetto alla query espressa. La !query può essere espressa in maniera diretta - magari conoscendo sintassi e opzioni di ricerca oppure attraverso l'interfaccia di modalità avanzata di ricerca. Oltre alla modalità avanzata di ricerca e ai conseguenti comandi di ricerca è utile fare conoscenza dei principali canali di ricerca offerti da Google oltre al Web generico e in particolare con il canale immagini. In alternativa è interessante usufruire delle ricerche di brave search che ha grande attenzione alla questione della privacy e funzioni molto articolate come quella di localizzazione, che può essere annullata (la ricerca diventa 'globale') oppure cambiata simulando la ricerca da altri paesi. Vi sono poi !motori di ricerca speciali e aggregatori capaci d'indicizzare non il Web generico ma porzioni specifiche di esso come le immagini, i suoni, i video, i blog, eccetera: fra tutti merita citare necessariamente quella fantastica raccolta d'immagini, testi e suoni del patrimonio culturale raccolto e digitalizzato da 'europei' e che corrisponde al nome di Europeana che, come altri, mette a disposizione molto materiale di tipo Creative Commons. I motori di ricerca sono inoltre sempre più in grado d'interpretare gli oggetti multimediali per come sono realizzati anche se testo (e alternative testuali) così come i meta-dati rimangano i riferimenti principali per una corretta interpretazione e indicizzazione. Alcuni motori di ricerca speciali, ad esempio, sono in grado di realizzare Reverse Image Search partendo da una immagine simile a quella che stiamo cercando, altri ancora miscelano i risultati raccolti con la posizione geolocalizzata dell'utente che sta svolgendo l'interrogazione sul motore di ricerca oppure con le attività di ricerca informazione svolta precedentemente. Quando si svolge una ricerca su un determinato argomento converrebbe esplicitare la ricerca su più canali informativi specifici, non fermandosi solo al Web generico ma indagando sull'ambito multimediale - suoni compresi. Vi possono poi essere delle ricerche con finalità molto specifiche come ad esempio quelle necessarie per individuare un nuovo brand e allora tornano utili basi dati etimologiche, collezioni di nomi social e di domini Web nonchè ricerche nei database di marchi registrati. Sempre in tema di brand molto utile YouGov Profiles Lite per esplorare tratti demografici, interessi, abitudine comunicative di un audience e il corrispondente Brand Index Lite per studiare il rendimento dei brand di tutto il mondo. Altri ancora, molto particolari, consentono di effettuare ricerche molto precise su basi dati scientifiche oppure offrono la possibilità di verificare contenuti eventualmente duplicati su altri siti Web. Per gli smanettoni e amanti del codice sorgente delle pagine web publicWWW mentre per coloro che cercano ispirazioni in tema layout ed utilizzo dei colori Muzli Search. Ad Oriente c'è un fiorire di motori di ricerca che riescano a contrastare il predominio di Google e Bing (assoluto nell'area nord-occidentale) come ad esempio il sud-coreano Naver, Baidu e sogou per la Cina, Yandex per la aree russofone. Chi ama lo studio dovrebbe altresì approfittare della possibilità di frequentare le biblioteche alla ricerca di libri ma anche di ebook.
il logo della fantastica biblioteca europea di opere digitali di rilievo artistico e culturale rappresentato da una e e una lente di ricerca. Fonte https://www.europeana.eu/it

N come Normative

In Italia è in vigore una complessa procedura normativa in tema inclusive design i cui requisiti tecnici corrispondono al secondo livello delle WCAG 2.2. I siti Web della Pubblica Amministrazione devono seguire delle precise linee guida e procedure ben precise estese di recente anche ai grandi privati (quelli che superano il fatturato di cinquecento milioni di euro annui). Secondo una direttiva europea dal giugno 2025 tutti i siti Web sia del settore pubblico che di quello privato (di aziende con fatturato superiore ai due milioni di euro annui) dovranno rispettare equivalenti requisiti tecnici secondo lo standard UNI CEI EN 301549.

O come Oblio digitale

Essere inclusivi significa permettere di accedere all'informazione digitale in ogni sua forma e questo è possibile solo se riusciamo a conservare l'informazione digitale stessa a lungo termine (ovvero per almeno 20 anni) contrastando così in maniera più efficace possibile il fenomeno dell'oblo digitale che mette a rischio la nostra capacità di conservazione della nostra memoria individuale e collettiva. La questione della memoria digitale è una problematica complessa che nasce dall'obsolescenza dei supporti hardware stimabile in moli casi in poco più di dieci anni di durata: i formati software possono viceversa avere vita anche più lunga ma non indeterminata soprattutto se si ragiona di accesso e fruibilità di software proprietario (il !software libero, viceversa, è per sua definizione interoperabile a tempo indeterminato). Per risolvere questa problematica della conservazione del digitale oltre a una serie di competenze diffuse preziosissime per il restauro di hardware obsoleto esistono numerosi standard internazionali come il noto Open Archival Information System nonché iniziative locali per la preservazione degli strumenti di comunicazione. L'informazione digitale deve essere infatti considerata facilmente riproducibile ma non necessariamente conservabile a tempo indefinito: la teoria della conservazione deve prendere in considerazione lo stato di salute dei supporti digitali utilizzati ma anche la capacità informatica di elaborare i medesimi da cui l'importanza di standard informatici aperti e interoperabili e del movimento del !software libero che garantiscano accesso e piena funzionalità delle interfacce relativamente alla sostenibilità dei formati digitali maggiormente garantita a lungo termine dai file facenti riferimento alla tipologia FOSS per la loro caratteristica di standard aperto. !ExifTool permette di visualizzare e metadati, DROId, come esplicita l'acronimo, consente d'identificare la natura dei file esaminati, !XENA facilita la conversione di file in formati aperti, !ARCHIVEMATICA è una una suite integrata di strumenti open source che consente di archiviare oggetti digitali secondo il modello funzionale !OAIS. Ma quali sono gli ambiti applicativi specifici per l'archiviazione del Web? Moltissimi strumenti software utili per la conservazione della memoria digitale sul Web ruotano intorno all'apposito standard WARC utilizzato ad esempio da molti !offline browser capaci di scaricare e archiviare interi siti Web come il popolare HTTrack Website Copier che ha un proprio standard di archiviazione ma che può essere convertito nel formato arc tramite il tool httrack2arc sviluppato dall'attivissimo servizio di conservazione digitale portoghese ARQUIVO.PT (standard peraltro adottati anche da altri progetti di archiviazione come quello di Pandora (Australia)). La questione dei formati di file è peraltro centrale e quindi risultano utili strumenti come ExifTool per il trattamento dei meta dati (fondamentali per descrivere e catalogare la risorsa da archiviare) ma ancor prima tool come "Digital Record Object IDentification" (DROID) utili per l'identificazione del formato dei file ed eventuale loro conversione in formati standard e adatti per la preservazione a lungo termine. cache:www.infoaccessibile.com è una query di esempio che consente di visualizzare la pagina Web nelle sue versioni passate ed archiviate nella cache di motori di ricerca che possano funzionare anche come validazione delle pagine Web (o di altre tipologie di file digitali tramite sistemi crittografici di firma digitale). L'iniziativa più autorevole e utile a livello internazionale per la salvaguardia a lungo termine di file multimediali è il noto e autorevole portale di conservazione digitale Archive che offre la possibilità di accedere e scaricare varie tipologie di opere digitali (dai film ai videogiochi) così come di poter creare delle collezioni private di opere da salvaguardare nel tempo. In Italia deposito legale è finalizzata a salvaguardare nel tempo pubblicazioni digitali quali tesi di dottorato. Webrecorder offre una serie di tool utili che consentono di archiviare in formati standard siti web mentre si navigano con appositi browser per registrare un'esperienza utente sul Web comprensiva di evenutali sessioni di login (pensate all'esperienza utente social) che peraltro rappresentano delle vere e proprie barriere all'archiviazione per le procedure di offline-browser essendo quest'ultime in grado di salvare solo ciò che è pubblicamente accessibile senza pratiche di autenticazione. Molti social network offrono procedure di backup di pagine e account così come di poter nominare altri account "eredi digitali" mentre i motori di ricerca consentono esportazioni similari come nel caso del servizio !Google Takeout. La tematica della memoria digitale si trova in molte interfacce digitali a cominciare dalla funzione 'altre date' in Google Maps in modalità Street View: è il caso dei graffiti conservati a futura memoria da graffyard tramite apposizione di QR-Code (anche quando cancellati dai muri come nel caso del percorso Bambina Precoce n. 8 - 1985 di !street art ideato su Wikitude) oppure i libri cartacei che possono tovare nuove forme e nuove opportunità di condivisione (digitali) grazie al movimento !hacker dei DIY book scanner. Particolarmente intrigante la possibilità di acquisire libri in forma di immagine tramite quel fantastico connubio di meccanica-falegnameria-ottica-elettronica che è il !bookscanner da trasformare in fase di post-produzione tramite apposito software ad hoc come ScanTailor in immagini tif e quindi in file pdf tramite altro software specifico come gscan2pdf per renderli infine accessibili tramite i portentosi servizi di !Archive comprensivi anche di opzione ocr per la loro trasformazione in testo vero (e comunque possibile anche con software specifico come OCRFeeder).
il logo di Internet Archive ricorda il partenone greco. Fonte https://archive.org/

P come Parole (chiave)

Vi sono parole e parole e indubbiamente alcune sono più potenti di altre per la loro capacità evocativa: le definisco in questo contesto !parole chiave Abracadabra. Il primo e l'ultimo amore, la canzone o il vestito preferito, addirittura le divinità tutto deve avere un nome per poter essere. In tutte le culture si è se si ha un nome: un po' come per le misteriose vie dei canti degli aborigeni australiani secondo cui il mondo (e i suoi posti sacri) continuerà a esistere fino a quando sarà cantato ovvero fino a quando al sacro si darà un nome e si riuscirà a tramandarlo ai posteri. Le parole dunque come carattere di esistenza - Abracadabra dall'aramaico Avrah KaDabra che significa "Io creerò come parlo") - ma molte parole chiave hanno altri poteri magici oltre a quello di decretare l'esistenza in sé che sono quelli di riuscire a ricordare e quindi comunicare e reperire determinate informazioni strategiche. L'elemento !Abracadabra è tale se riesce a rappresentare un'identità univocamente (quindi originale), comprensibile e interpretabile, comunicabile facilmente in ogni situazione (voce-chat-vocale compresa) ed efficace nella sua funzione d'identificare-ricordare-associare-comunicare-reperire un'entità di qualsiasi tipo: per fare tutto ciò l'elemento !Abracadabra deve anche poter scatenare un effetto-reazione nel proprio interlocutore, effetto non sempre facilmente prevedibile. Nella comunicazione digitale diffusa (social, eccetera) è oramai comune adoperare il simbolo @ per indicare un indirizzo-utente e il simbolo # per indicare un topic o argomento emergente. Attenzione però che # non indica una !parola chiave ma piuttosto un'opinione o un argomento di attualità. Con la proposta abracadabra (che reinterpreta in qualche maniera i comandi di ricerca !bang del motore di ricerca DuckDuckGo) in pratica si suggerisce di adoperare all'interno di flussi comunicativi digitali e social un nuovo elemento ovvero il punto esclamativo ! prima di una parola chiave significativa e utile per approfondire la conoscenza di un argomento specifico, un po' come succede con le !easter egg ovvero parole o sequenze di tasti che, utilizzate su servizi online o su software applicativi, aprono funzionalità o scenari inaspettati. Anche nel dibattito scientifico-linguistico internazionale-anglosassone si sta facendo avanti una riflessione simile ovvero sta emergendo la necessità di distinguere gli hashtag # fra comment hashtag (come li conosciamo normalmente nella loro funzione di commenti) e index hashtag ovvero nella loro funzione di topic specifico. Come si identifica un elemento Abracadabra e come si differenzia da una parola chiave generica? Un !elemento Abracadabra è un termine utilizzato come query su una piattaforma di ricerca che produce risultati di ricerca univoci e utili nella zona top-ranking della SERP facendo accedere a un vero e proprio tesoro informativo... un po' come Ali Babà riusciva ad avere accesso al tesoro dei 40 ladroni solo conoscendo la parola magica "Apriti Sesamo!" che gli consentiva di aprire la pietra che ostruiva l'accesso alla grotta piena di materiali preziosi. Le parole elevate al rango di !parole chiave Abracadabra dovrebbero essere le parole che, verificata la loro performance sui motori di ricerca di riferimento, aprono un scenario significativo rispetto a un determinato argomento come succede con le cosiddette parole dorks per il reperimento di hack su argomenti tecnici. I vantaggi principali sono quelli di avere un nuovo meccanismo gergale-sintattico che permetta di rendere maggiormente efficace la sintetica comunicazione digitale. L'organizzazione di basi dati di conoscenza basate su elementi !abracadbra secondo un approccio di sinergia fra !theasauri e lo strumento !Dizionario potrebbe essere valorizzato ipotizzando una nuova sperimentazione di interfaccia per i motori di ricerca in cui gli utenti che utilizzano lo stesso !elemento Abracadabra possano chattare in tempo reale affinando la propria ricerca e portando così l'attitudine social nella !UX della ricerca online. Le 'giuste parole' sono anche il mezzo più efficace per addestrare e utilizzare le chatbot delle AI: prova ad usare parole chiave !Abracadabra (in inglese) con il bot infoAccessibile di Character.AI La ricerca e l'individuazione delle parole chiave utilizzate da uno specifico target di riferimento - magari in modalità assistente vocale è una attività assolutamente strategica perché ci permette di capire quale è il dialetto di ricerca utilizzato da un determinato tipo di utenza che poi indirettamente si riflette su altri scenari digitali anche social e conseguentemente avere le coordinate giuste per poter studiare un certo tipo di UX magari con l'ausilio di sistemi d'intelligenza artificiale sempre più diffusi. Bisogna letteralmente immergersi nel Web semantico per capire quali parole chiave e quali parole chiave adiacenti utilizzare grazi a strumenti come answer the public. Esistono molti strumenti per analizzare il trend di parole chiave e topics ma sicuramente il più noto e forse il più utile è Google Trends con le sue innumerevoli opzioni di analisi temporali e geolocalizzate. Google Books offre un bellissimo strumento di analisi del trend di termini utilizzati all'interno delle miriadi di libri digitalizzati e analizzabili dal canale specifico di Google sui libri. Le parole sono importanti in quanto si associano a suoni, idee, significati, trascrizioni, novità, stati d'animo e interessi. Le offerte comunicative siano esse culturali o commerciali sono ricordate, comunicate, reperite e rappresentate dalle parole, in primis, rispettando principi di storytelling inclusivo - ancor più importante in ambito social dove è opportuno adottare molti acoorgimenti per rendersi accessibili e comprensibili - anche utilizzando la fantasia e le opportunità della sinestesia che chiama in causa altre opportunità percettive fino a quella impensabile dell'odorato: (provate a parlare di pidocchi e vedete quante persone si mettono le mani in testa). La sfida attuale per un copywriter del digitale è quella di realizzare dei contenuti interessanti, intriganti, originali (prova con il click destro del mouse a cercare fonti di parole ed immagini...) e grammaticamente corretti ma che riescano al tempo stesso a proporsi come elemento strategico originale nell'emergente quadro della comunicazione cross-mediale. I contenuti per il Web e la comunicazione digitale necessitano di un'adeguata preparazione scolastica capace di supportare un processo creativo stimolato da idee, creatività, e momenti di analisi il cui output finale deve essere un racconto testuale o multimediale capace di attirare l'interesse, coinvolgere il lettore e magari trasformarlo in soggetto attivo (ah! l'interazione d'Internet...). Per chi ha avuto difficoltà nel proprio percorso scolastico risulta preziosissima una risorsa come il mestiere di scrivere che ha un occhio di riguardo alla comunicazione digitale ma sempre in diretto contatto con la propria tradizione linguistica. Content is the king recita un vecchio adagio perché un buon copywriter e un buon creativo coordinato da un project manager possibilmente non presuntuoso possono ottenere grandi risultati producendo contenuti interessanti e che, in un'ottica !call to action, chiamino all'azione: individuare un brand originale, con un buon appealing, capace di comunicare messaggi efficaci (siano essi aziendali o istituzionali), mnemonico, abbinato opportunamente con il relativo dominio Web di riferimento o con altri vettori comunicativi strategici (vedi #topics o #hashtag che dir si voglia), e magari tutto ciò in sinergia con il suo !payoff (slogan comunicativo) è l'indispensabile base di partenza per qualsivoglia campagna comunicativa. Poi, e di conseguenza, vengono i contenuti che devono essere anch'essi originali e interessanti, ben scritti e ben pensati, in sintonia con l'interesse del lettore (alias !target di riferimento) e i suoi interessi emergenti. Quali parole scegliere? Quante parole utilizzare? Sempre meno... perché vi è una tendenza e una richiesta sempre maggiore d'informazione frammentata! Se per un instant-book - strumento comunicativo che impone dei tempi di utilizzo decisamente più lunghi (ergo interessanti) all'utente finale se confrontato con il Web o le app... - bisogna ora ipotizzare non più di 40-70 mila battute il problema non è tanto domandarsi quante parole (vi possono essere target specifici che gradiscono magari leggere molte parole) ma quali parole utilizzare. Le parole sono poi maggiormente strategiche se collocate-utilizzate in punti precisi della propria comunicazione istituzionale o aziendale. È il caso del brand che deve essere necessariamente originale non fosse altro per motivi di tutela dei marchi ma anche possibilmente facile da memorizzare e comunicare (magari anche a voce quando utilizziamo lo smartphone), il pay-off (slogan o motto comunicativo) che deve avere un qualche nesso logico con il brand ma soprattutto deve essere chiaro, efficace e convincente; per finire il dominio web che può essere anche un connubio delle parole utilizzate nel brand e nel pay-off o anche un mix fra brand e parole chiave strategiche. Essere inclusivi significa anche partecipare ed incidere nelle discussioni più popolari senza isolarsi e richiudersi in un ghetto autoreferenziale. Per effettuare un'analisi accurata delle parole chiave e dei topics (argomenti) e quindi svolgere quello che, si dice in gergo, un'attività di !social listening. Va peraltro ricordato come i motori di ricerca sono naturalmente preposti alla categorizzazione di contenuti mentre i social network a un analogo lavoro di analisi ma spostato sulle caratteristiche del target dell'utenza digitale Web e quindi gli strumenti social risultano utili sì per analizzare il gergo del proprio target di riferimento ma ancor più per determinare le caratteristiche statistiche del target da analizzare magari approfittando dei potenti strumenti di marketing messi a disposizione da Facebook utile a delineare il valore economico delle identità relativamente a !personas da delineare. Va peraltro detto che i motori di ricerca indicizzano buona parte dei social network della proprio infosfera di competenza e che il comando di ricerca site: apre scenari inaspettati di analisi e di ricerca. Molte interfacce di motori di ricerca sono sfruttate per cercare di capire come un determinato brand, nome di manager, prodotto o servizio viene recepito dall'utenza finale. Si può anche scegliere di sfruttare l'apposito servizio di alert di Google utilizzando query efficaci per monitorare e presidiare la propria Net Reputation. Servizi di news, blog e social network come facebook o twitter vengono analizzati sia in termini quantitativi che qualitativi determinando il cosiddetto positive o negative !attitude dei post cercando appunto di misurare il sentiment diffuso fra i cyber-navigatori relativamente ai #topic maggiormente popolari o pertinenti veicolati magari da blogger e comunicatori particolarmente autorevoli e per questo definiti !influencer. La blogosfera ovvero il settore informativo attinenti ai blog continua a rappresentare un ambito privilegiato per osservare l'umore del popolo della Rete, così come forum e i gruppi di discussione anche se il canale privilegiato di monitoraggio del !Sentiment rimangono i canali social. Oramai il !sentiment della Rete è considerato altamente affidabile, utilizzato per ricerche di mercato come per previsioni di andamento delle borse e sta mandando in soffitta i vecchi sistemi di rilevamento !audience basati su campioni d'interviste telefoniche o vis-a-vis. Riprove ne sono state le ultime edizioni di eventi popolari come il festival di Sanremo ma anche eventi di massa politici significativi come le elezioni durante le quali i rilevamenti del sentiment del Web si è rivelato essere molto più affidabile dei sondaggi vecchia maniera. Per poter dar credito a questo tipo di strumenti, peraltro, è necessario tenere in considerazione alcune linee-guida per la propria metodologia di analisi e di lavoro con le metriche utilizzabili: i dati non sono sempre da considerare perfetti e impeccabili... è molto meglio considerare i dati emergenti come ben performanti se considerati a livello comparativo e non assoluto ovvero le considerazioni più affidabili sono quelle che riescono a comparare due settori tematici e non quelle che fanno riferimento a dati assoluti che difficilmente possono essere considerati attendibili al cento per cento. È necessario avere un buon supporto linguistico per le traduzioni nelle lingue meno note, avere un buon supporto a livello di know-how del settore che si va ad analizzare e relativo gergo di riferimento riflettendo sempre sulle diverse accezioni di un termine utilizzato; distinguere sempre l'aspetto qualitativo da quello quantitativo delle indicazioni raccolte; cercare di distinguere fonti spontanee da fonti prezzolate; ripetere il lavoro nel tempo; essere prudenti senza sbilanciarsi in conclusioni affrettate dettate magari da picchi d'interesse insoliti; fare molta attenzione ai messaggi di help che spiegano come sono generati i dati statistici. Se si riesce a effettuare un'analisi corretta è peraltro possibile individuare i tratti principali sia a livello qualitativo che quantitativo del !trend, attenzione geolocalizzata, stagionalità, net reputation, dimensioni, lessico di una tematica analizzata. La misurazione del sentiment è molto importante soprattutto per cercare di capire le tendenze o trend di alcune parole chiave rispetto all'asse-tempo. Certificare la scomparsa o l'insorgere di determinati termini così come l'eventuale prepotente ascesa o il declino dei medesimi è importante per delineare i confini e i margini di un lessico in continua evoluzione a causa anche del mutare delle tecnologie, costumi e abitudini della comunicazione digitale. Misurare - ovvero fornire i numeri - attestanti la quantità di parole utilizzate sul Web e delle relative persone che le utilizzano vuol dire anche definire l'audience intercettabile dal proprio agire comunicativo. Si può comunicare in maniera molto diversa e utilizzando i dati invece delle parole. Un particolare filone di giornalismo emergente è il !Data Journalism capace di trasformare dati statistici disponibili pubblicamente - quindi Open Data - in infogrammi tramite servizi online relativamente facili da utilizzare come Datawrapper oppure RAW l'immancabile servizio specifico offerto da Google Journalist Studio, coì come non poteva mancare uno strumento ai-supported come Piktochart. Gli strumenti di cui sopra producano come risultato finale delle !infografiche ovvero un output informativo particolarmente apprezzato dall'utenza che può avere livelli di attenzione diversificata rispetto a specifici argomenti da approfondire. Come adottare accorgimenti per rendere infografiche e dati più accessibili ed usabili possibile attiene perfettamente all'inclusive design. Tante parole e dialetti rappresentati sul blog Terminologia etc. Fonte https://www.terminologiaetc.it

Q come Quantità

In questo tempo storico di disattenzione, distrazione e lettura dei contenuti svolta in maniera molto frettolosa (a mo' di uno scanning), la quantità dell'informazione offerta deve essere quella più sintetica e minima possibile. Se c'è bisogno di approfondire, per chi ha tempo e voglia di approfondire bisogna approfittare di funzionalità come i motori di ricerca interni e ovviamente, i collegamenti ipertestuali e ipermediali. Questo da un punto di vista generale, per quanto più legato al mondo della disabilità e in particolare della disabilità cognitiva, il carico cognitivo richiesto dovrebbe essere il minimo possibile anche per permettere di comprendere e ricordare un concetto nella maniera più efficace possibile a tutte e tutti (lo so, alcune voci di questo alfabeto sono particolarmente impegnative da leggere, ma alcuni concetti hanno bisogno di tante parole per essere interpretati e applicati propriamente e il target di riferimento di questo 'alfabeto, paradossalmente, non è una persona con disabilità ma una persona che vuole comunicare efficacemente con le persone con disabilità e per far ciò bisogna studiare 'tanto...).

R come Responsive design

Il !Design Adattivo è quello rispettoso delle mutevoli esigenze dei vari device secondo metodologie di design derivanti da un approccio progettuale di tipo !Cross Mediale: considerando le connessioni fra i vari media e quindi approfittando dei vari accorgimenti css responsive come grid flexbox e media queries. L'utente finale interagisce con i contenuti in una sempre più complessa filiera della comunicazione digitale caratterizzata da utilizzi sequenziali ma anche complementari del messaggio digitale proposto attraverso dispositivi di vario tipo. Grazie al markup html5 ed in abbinamento con javascript ed i fogli stile è possibile implementare delle funzioni di responsive design per adattarsi a diversi dispositivi così come svolgono nativamente le immagini di tipo SVG. Bisogna cercare di soddisfare le necessità di device con diverse dimensioni e risoluzioni dello schermo attraverso il cosiddetto progressive enhancement (html-struttura css-stile javascript-funzionamento). Alcune categorie di device esigono codice ben strutturato e performante ma anche accorgimenti di layout ben specifici: è il caso dei dispositivi mobili per i quali è necessaria l'adozione del viewport settandolo alla larghezza del dispositivo. Le !media queries risultano utili per specificare fogli stile applicabili a risoluzioni maggiori o minori di una certa dimensione di dispositivi a monitor e a stampa ed al loro orientamento verticale od orizzontale. Molto importanti i !breakpoint o punti di rottura ovvero le dimensioni relative alle diverse risoluzioni dei dispositivi per i quali si sta predisponendo un layout ottimale e che, attraverso le media queries determinano aggiustamenti di layout per svariate necessità come ad esempio distanziare adeguatamente link adiacenti per monitor di piccole dimensioni. Molto interessante il tentativo portato avanti da Google di diffondere una filosofia open di design cross-mediale denominata Material Design le cui linee guida ambiscono a diventare punto di riferimento comune per tutti gli sviluppatori coinvolti nel design di interfacce digitali. Le linee guida pensate a Mountain View impattano tutti gli argomenti maggiormente strategici del design con particolare riguardo ai principi di accessibilità, usabilità, comunicazione cross-cultural e cross-device. Iniziativa simile quella di Microsoft denominata Fluent Design System mentre il Design System di Figma è un'efficace strumento di riflessione sui meccanismi di progettazione a disposizione comprensivo di template per ogni evenienza. In ambito pubblico, Designers Italia prevede una sezione dedicata all'accessibilità. In un'ottica di design di una UI per una corretta UX il canonico ed articolato approccio di sviluppo progressivo delle interfacce fino al loro status interattivo di prototipazione passando per i passaggi di sviluppo di wireframe (contenuti e struttura), mockup (layout basato su una corretta impostazione di griglie=gabbie e margini) e relativi !User Flow cercando di rispettare tutte le esigenze delle !personas coinvolte. Se poi dalla prototipazione si ha il coraggio di passare alla produzione vera e propria (di un'app) è possibile avvalersi di soluzioni Open Source come il tool di sviluppo Flutter oppure la piattaforma online Plasmic. UxPin offre una collezione di e-book mentre molti esempi applicativi sono a disposizione sul repository Adele.

S come Sordità

Le persone sorde e sordastre sono molto numerose nel mondo (anche perché come ben dimostrato dagli strumenti online della fondazione HEAR THE WORLD siamo tutti a rischio di perdita di udito ed in Italia oltre il due per cento 2% della popolazione dichiara di avere una invalidità per sordità o gravi difficoltà all’udito) e pur impegnandosi a imparare la lingua scritta prediligono le differenti lingue dei segni esistenti nel mondo magari applicandole poi proficuamente a ogni settore della comunicazione digitale come per i blog detti in questo caso Vlog (visual blog). Ci sono delle accortezze da seguire per comunicare con le persone sorde: a livello di contenuti testuali (per le persone sorde capaci d'interpretarli) è opportuno adottare gli accorgimenti per Dar Voce al Web' come utilizzare un linguaggio chiaro e una sintassi semplice con il minor numero di termini possibili, qualora si renda necessario allegare al documento un glossario tecnico per la spiegazione dei termini di uso specialistico utilizzati nel documento, scrivere periodi brevi in forma attiva e specificando sempre il soggetto della frase. Per gli audio-video si rende necessario l'utilizzo di sottotitoli (magari creativi) realizzabili anche tramite soluzioni open-source - e disponibili sia su Vimeo oppure YouTube (estrapolabili anche attraverso utilities di grabbing) - con trascrizioni che riportano abbastanza fedelmente tutto l'audio presente nel video, da notare comunque come le persone sorde spesso preferiscono traduzioni nel linguaggio dei segni per tutto ciò che è audio (non solo il parlato ma anche rumori, musica di fondo, eccetera). Interessante la questione della sottotitolazione in tempo reale che, ad esempio in ambito RAI Radiotelevisione Italiana , viene risolta grazie alla stenotipia. Le persone con disabilità acustiche gravi possono trarre beneficio da meccanismi di sottotitolazione grazie anche allo standard Web Video Text Tracks da applicare tramite opportuno codice di markup capace anche di offrire la sottotitolazione in maniera plurilingue. Ovviamente sono disponibili servizi online ma anche software per poter produrre più agevolmente sottotitoli formato vtt incluso. Altre persone sicuramente speciali sono le persone con disabilità plurisensoriali (circa mezzo punto percentuale 0,5% della popolazione) rispetto alle quali sono preziose le testimonianze di vita quotidiana raccolte dalla Lega delFilo d'Oro così come le sperimentazioni di comunicazione protactile per le persone sordocieche.
una figura umana che gesticola sbilanciato in avanti rappresenta il logo di SPREAD THE SIGN. Fonte https://press.spreadthesign.com/

T come Test

Mentre sono ben note le procedure di analisi accessibilità per le interfacce digitali ritengo fondamentale cercare di mettersi nelle scarpe di una persona con disabilità temporanee oppure permanenti e utilizzare un kit per testare un prodotto di design fisico sotto il profilo dell'accessibilità e dell'usabilità simulando condizioni di cecità, daltonismo, ipovisione grave, sordità, disabilità motorie e cognitive.

U come Usabile

Per quale ragione realizzo un sito Web o un'applicazione digitale? Quale tipo di utenza voglio raggiungere, intercettare e soddisfare in senso inclusivo? In che maniera? Porsi queste e altre domande attraverso la realizzazione di un brief nonché analisi SWOT - se si parla della produzione di un brand - è un ottimo inizio per impostare correttamente a livello di usabilità un progetto di comunicazione. Così come i motori di ricerca sono dei formidabili strumenti d'indicizzazione e classificazione dei contenuti così i social network profilano l'utenza e le loro caratteristiche: per questa ragione strumenti come Audience Insights di Facebook sono ottimi strumenti per individuare tratti statistici significativi del proprio !target di riferimento. Al fine di facilitare la navigazione dell'utenza finale e orientarla verso task specifici risultano utili i classici strumenti di menù di navigazione, motori di ricerca interno e cosiddette !briciole di pane: tutto può concorrere a rendere maggiormente usabile un sito Web a cominciare dai contenuti testuali. Com'è un sito Web usabile? Sicuramente è un sito Web semplice, dotato di messaggi di help in caso di errori dell'utente finale, supportato da linguaggio semplice e comprensibile dall'utenza di riferimento, con icone rappresentanti metafore comprensibili, dotato di strumenti di navigazione (mappa, briciole di pane, motore di ricerca) e con una interfaccia e struttura coerente. Ovviamente l'usabilità è un principio ed un obiettivo molto legato alle caratteristiche del layout e della interfaccia del sito Web che ambisce ad essere usabile per i dispositivi più diversi il quale dovrà quindi sicuramente adottare tutta una serie di accorgimenti basati sul buon senso ma anche riflettere su esigenze specifiche derivanti dal device utilizzato dal proprio target di riferimento come, ad esempio, individuare quali aree sono maggiormente raggiungibili da dispositivi touch nelle varie modalità portrait o landscape. Peraltro, il gradimento di una interfaccia web da parte dell'utenza finale e quindi la conseguente percezione del suo grado di usabilità può dipendere da molti fattori: fattore assolutamente determinante è ad esempio la motivazione... pensate alla presunta difficoltà dell'utilizzo della lingua inglese spesso lamentata sulle interfacce digitali e poi osservate l'estrema disinvoltura di persone anziane e presumibilmente poco disinvolte con la lingua inglese alle prese con slot-machine con messaggistica profusa esclusivamente in lingua inglese. L'estrema motivazione dettata dalla compulsione per il gioco d'azzardo annulla letteralmente le difficoltà normalmente lamentate con le lingue straniere. Che sia un'app, un e-commerce o magari un sito Web per adolescenti o ancora per anziani ogni progetto di comunicazione digitale ha delle specifiche esigenze di usabilità anche se i concetti base per produrre contenuti e parole usabili e interfacce che riescano nei primi due-tre secondi a catturare l'attenzione dell'utenza finale rimangano validi per qualsiasi campo applicativo e immutati nel tempo: è emblematico come le famose euristiche proposte dal guru dell'usabilità Nielsen possano essere trasposte efficacemente in ambito mobile diventando le basi teoriche di riferimento per sviluppi progettuali peraltro complessi come quelli proposti da Apple per ottimizzare la User Experience sui dispositivi iOS. A seconda dei dispositivi presi in considerazione cambiano peraltro i paradigmi dell'usabilità per cui gli smartwatch possono avere delle esigenze drasticamente diverse dai grandi schermi touch ma per tutti vale il principio di concentrare analisi e attenzione sull'!esperienza utente: da questo punto di vista è illuminante il successo di snapchat spiegabile con la necessità e la preferenza di scambiarsi contenuti temporanei (che scompaiaono dopo pochi secondi o al massimo entro la mezzanotte del giorno di condivisione) ma anche e soprattutto ad un'estrema attenzione alla cosiddetta !User Experience per cui i video sono previsti per essere visualizzati in verticale senza che l'utente debba fare la fatica di girare lo smartphone mentre è semplicemente geniale l'idea di far vedere i video solo se esiste una pressione sullo schermo assicurandosi una riprova di attenzione verso il girato che nessun altro mezzo video-televisivo può vantare. A complicare lo scenario l'emergente utilizzo cross-mediale dei prodotti e dei servizi della comunicazione digitale per cui è necessario immaginare uno scenario di utilizzo sequenziale o in contemporanea di più dispositivi (il fenomeno definito inizialmente del cosiddetto !secondo schermo al quale e incessantemente se ne sta sommando un terzo e un quarto...). Particolarmente interessante anche lo scenario delle accortezze da utilizzare per realizzare risponditori automatici 'usabili', considerata l'emergente integrazione di questi strumenti nelle piattaforme digitali. Siamo veramente riusciti a realizzare un sito Web usabile? L'unica maniera per rispondere a questa domanda compiutamente è controllare il lavoro svolto a posteriori attraverso appositi !test di usabilità, meccanismi d'interazione con l'utenza finale (contatti, helpdesk, forum, eccetera) e un'attenta lettura e interpretazione delle Web Analytics così come delle Statistiche di utilizzo del sito Web. L'apprezzamento dell'utenza finale è la sola valutazione affidabile della qualità di un servizio su Web! Il rispetto di standard e normative non è infatti sufficiente a soddisfare le mutevoli esigenze di sempre nuovi dispositivi hardware e software: solo un servizio che sia in grado di comunicare con l'utenza finale e di risolvere in tempi rapidi le segnalazioni di problematiche pervenute può garantire i bisogni di accessibilità e usabilità dell'utenza stessa. In mancanza di un possibile canale diretto comunicativo con l'utenza finale è sempre possibile installare sistemi di statistiche o ancor meglio di web analytics capaci di comprendere con molta precisione il comportamento e il livello di soddisfazione dell'utenza finale che visita un determinato sito Web monitorabile principalmente attraverso dati continuamente scambiati fra client e server come cookies e ip (e relativa geolocalizzazione). Strumenti ancor più raffinati sono le !mappe di calore: sommatorie dei gaze plot e capaci di determinare i punti di maggiore frequentazione e attenzione dell'utente finale magari anche attraverso procedure di eyetracking capaci d'individuare, grazie all'utilizzo di speciali dispositivi, le aree di maggiore attenzione, la sequenza di attenzione di ogni singolo utente detta anche !Gazeplot così come le !Mappe di Calore ovvero la sommatoria delle aree di maggiore attenzione di tutti gli utenti di un'interfaccia. Esistono poi anche altri sistemi di tracking che riproducono le attività del mouse e la digitazione da tastiera per capire il reale comportamento degli utenti finali su un sito Web attraverso l'inclusione di specifici script di controllo sulle pagine web da monitorare e avendo la capacità di produrre addirittura video di report dei movimenti presunti. Gli strumenti di eyetracking veri e propri sono peraltro in grado di rilevare la prima area di un'immagine in cui casca l'attenzione dell'utente finale (ma anche di una pagina web intesa come comunicazione visuale) così come l'esatto ordine di successione delle aree interessate dall'attenzione dell'utente finale e il tempo trascorso sulle medesime aree. Anche se meno affidabili sotto un profilo quantitativo rispetto alle statistiche lato server, nella pratica comune sono le !analytics a essere maggiormente utilizzate per la loro capacità di rappresentazioni grafiche-analitiche: dalle Google Analytics ai servizi avanzati offerti da Yandex.Metrica - i recente replicati su Clarity di Microsoft con heatmap e recording - fino all'offerta Open Source Matomo è possibile monitorare l'utilizzo di un sito Web o interfaccia digitale con grande precisione analitica. Per le !app oltre ai succitati servizi esistono alternative come Countly oppure FLURRY. Le analytics possono essere utilizzate anche per identificare le !personas nella fase di analisi del proprio sito Web ovvero un ritratto di un gruppo di utenti che hanno caratteristiche in comune e che, una volta individuato e a esso assegnato una serie di tratti specifici, è possibile studiarne il comportamento e le eventuali conversioni (risultati utili ottenuti rispetto ad un obiettivo prefissato) ad esso riferibile. Ecco che ricorre l'origine etimologica di per-sona ovvero le maschere degli antichi attori greci che dovevano amplificare (per) il suono per farsi sentire dal pubblico: similmente le personas danno voce ad un target specifico di utenza... Per l'ambito social si può fare riferimento alle soluzioni integrate dei principali social network come Facebook insights per monitorare i propri post e conseguenti mi piace oppure Twitter Analytics per valutare e aumentare l'impatto di tweet e studiare le caratteristiche dei propri follower. Considerare la necessità di misurazioni a posteriori di qualsivoglia processo di progettazione attraverso apositi sondaggi di verifica, A/B test compresi. Per cercare di capire il grado di usabilità di un sito Web (o di una interfaccia digitale) è opportuno - quando vi sono risorse a disposizione - effettuare dei test di usabilità con domande e task (compiti) da proporre agli utenti finali tramite questionari e !A/B Test.

V come Validatori

Il più importante validatore di pagine web di riferimento normativo è sicuramente da considerare MAUVE++: realizzato dal Centro Nazionale delle Ricerche e utile anche per analizzare documenti pdf. Grazie ai browser Firefox e Chrome è possibile usufruire di appositi tool di audit in tema di accessibilità Web grazie alle funzioni d'ispeziona-analizza elemento e capaci di svolgere analisi e verifiche molto raffinate grazie anche a plugin esterni quali lighthouse, tutti incapaci peraltro, in quanto automatismi, di sostituire un'efficace analisi manuale di verifica da svolgere attraverso appositi step di analisi. Fra i tanti software validatori a disposizione da segnalare Powermapper che può scandagliare in profondità un sito Web ed offre un report dettagliato e comprensibile, Wave per la sua autorevolezza, l'innovativo Accessibility Insights for Web per la sua facilità di utilizzo, l'add-on multipiattaforma Web Developer per la sua capacità di analizzare un sito Web in ogni singolo dettaglio (poteva poi mancare l'immancabile plugin Equalize Digital Accessibility Checker per Wordpress?). La questione dell'interpretazione dei colori (ai quali assolutamente non assegnare in maniera esclusiva valore informativo) può essere verificata tramite gli strumenti di Adobe Color selezionando od estraendo i codici-colori da validare tramite una procedura di pick color. Per i documenti PDF risulta utile PAVE ma ancor meglio applicare procedure di controllo con i software di produzione dei documenti stessi: il tutorial-video del nuovo Microsoft Accessibility Assistant risulta molto utile per capire accorgimenti e verifiche da adottare per i documenti office come contrasti efficaci, intestazione delle tabelle, revisione delle descrizioni generate automaticamente per immagini e oggetti multimediali, marcatori strutturali ed ordine di lettura; meccanismi di validazione simili sono stati recentementi sviluppati anche per Libre Office; similari accorgimenti per alternative testuali e corretta architettura informativa sono riportati anche per la suite Adobe sia per Acrobat così come per InDesign. ACE è l'accessibility checker for EPUB sviluppato dal DAISY Consortium mentro sono numerosi i tool per validare le app come accessibili.
Il logo di Web AIM Web Accessibility In Mind è una testa che ha in mente una casa. Fonte https://webaim.org

W come WCAG (Web Content Accessibility Guidelines)

La prima priorità di uno sviluppatore Web dovrebbe essere quella di sviluppare codice accessibile facilmente interpretabile dalle tecnologie assistive (utilizzate dalle persone con disabilità) tenendo presente i suggerimenti del cosiddetto inclusive Design, sperimentando anche soluzioni per ambiti specifici come quello, ad esempio, dell'animazione digitale oppure quello della realtà artificiale per cercare di rispettare le raccomandazioni internazionali note come WCAG. Il Web quindi come linguaggio ipertestuale la cui struttura, forma estetica e funzione sono comandati rispettivamente da appositi linguaggi di editing e sviluppo quali html, css e javascript. Dunque i linguaggi per realizzare le pagine Web si suddividono essenzialmente in tre filoni principali: il markup strutturale (html) il quale deve cercare di dare maggior senso e significato semantico possibile alla strutturazione di una pagina Web, il codice (css) che imposta il layout e la formattazione grafica attraverso fogli di stile e il linguaggio di programmazione (javascript) che determina le possibili fruizioni interattive con i contenuti di un sito Web e produce il DOM (attingendo dinamicamente ad un apposito database come mysql con apposite chiamate al server Web tramite un linguaggio di pre-processing come php). In questo contesto è importante capire l'importanza del !markup strutturale non solo come linguaggio di editing per strutturare il Web: ML sta per markup language e indica tutti quei marcatori che rispettano una determinata sintassi (regole) per essere correttamente interpretati (parsing). I marcatori detti anche tag si riconoscono per essere compresi fra i segni di maggiore e minore e applicano il loro marcamento strutturale a tutto ciò a cui sono associati (testo o elementi multimediali) fino a quando non vengono chiusi con la ripetizione del loro nome arricchita dal segno dello slash oppure perché subentra un altro marcatore (alcuni marcatori importanti come img non necessitano di essere chiusi). I marcatori possono avere degli attributi a loro volta contraddistinti da un valore (che contribuisce a definire funzionalità e semantica dell'elemento marcato) e devono rispettare il principio di una corretta nidificazione. I principali marcatori di una pagina web sono: doctype (tipologia della grammatica formale adottata); html (il tag che definisce un documento html); head (la sezione del documento html che raccoglie le meta-informazioni ovvero le informazioni che recensiscono il sito web ma anche elementi che determinano la funzionalità e l'estetica della pagina Web come script e fogli stile); title (il titolo della pagina web); meta (marcatori di descrizione della pagina o del sito web e delle sue caratteristiche ivi compresa la codifica dei caratteri); body (sezione del file html in cui vi sono i veri e propri contenuti della pagina web); h (marcatore che identifica secondo una gerarchia da 1 a 6 le sezioni principali di un documento Web); div (marcatore che identifica le singole sezioni di un documento Web); p (marcatore che identifica i paragrafi, nota bene: molti marcatori sono iniziali del corrispondente termine in inglese e in questo caso paragraph); img (marcatore che identifica una immagine, molti importanti i relativi attributi src ed alt che corrispondono rispettivamente all'indirizzo relativo o assoluto della risorsa immagine e alla sua alternativa testuale); a (marcatore che identifica un collegamento o link, molto importante il suo attributo href che ne identifica la url a cui è associato).
!CSS (Cascading Style Sheets) - fogli di stile a cascata - è una tecnica che consente d'introdurre efficacemente ed economicamente (nel senso di razionalizzazione delle energie a disposizione) degli elementi di stile (formattazione grafica o layout che dir si voglia). Una delle caratteristiche funzionali più importanti dei CSS è la cosiddetta ereditarietà ovvero la possibilità che ha l'elemento figlio di ereditare indicazioni di formattazione grafica dall'elemento padre. CSS (similmente all'html) è un linguaggio di editing che può essere associato in tre maniere diverse: tramite uno stile in linea è possibile determinare lo stile di un singolo elemento della pagina web, con lo stile incorporato lo stile di una singola pagina Web mentre con lo stile collegato si può virtualmente determinare lo stile di un intero sito Web: l'efficienza e la comodità dei css risiedono infatti anche nella possibilità di comandare lo stile di più elementi e di più pagine web facendo riferimento a una unica regia di stile determinando un notevole risparmio in termini di codice e banda. Sebbene i fogli stile siano una tecnica MOLTO complessa da padroneggiare alcune sue regole base sono relativamente semplici e il funzionamento base dei css è un tipo di know-how indispensabile per chiunque ha necessità di rapportarsi a vario livello rispetto alla progettazione Web.
Le regole dei fogli stile si applicano a !selettori e marcatori attraverso una cosiddetta !dichiarazione di stile contenente proprietà e valori e quindi il loro funzionamento è inscindibile dalla marcatura di tipo html. Gli elementi a cui si applicano gli stili possono essere cosiddetti di blocco ovvero che si estendono per intero in larghezza (ad esempio come p, table, div, h1 e h2) oppure in linea ovvero che condividono la loro posizione orizzontalmente con altri elementi (ad esempio a, img, span o mark). Similmente ai marcatori html i fogli stile sono caratterizzati da selettori a cui possono essere associate delle proprietà a cui a loro volta possono essere associati dei valori come si può evincere dagli esempi di cui sopra.
I selettori associati a un determinato marcatore ereditano le proprietà dai marcatori nel quale è eventualmente nidificato attraverso regole ben precise: per poter attribuire con precisione determinate proprietà di formattazione grafica a dei marcatori gli stessi possono essere identificati in maniera univoca tramite un identificativo (ID) oppure accorpati in classi (CLASS). L'identificativo ID è particolarmente importante in quanto a esso può essere associato non solo un determinato foglio stile ma anche un punto di ancoraggio (stile attributo name), una funzionalità javascript, un elemento dichiarato object oppure per l'identificazione di campi nel caso di estrazioni di dati per un database. Il selettore id viene richiamato dal simbolo speciale # nella dichiarazione di stile e si applica a un solo elemento della pagina web, il selettore class viene richiamato dal simbolo . nella dichiarazione di stile e si può applicare a più selettori o marcatori associati alla relativa classe: id e class sono assegnati tramite gli omonimi attributi. Le proprietà per organizzare il layout di un sito Web tramite CSS sono tantissime ma vale la pena ricordare quelle afferenti al concetto di !box model, la proprietà display che può determinare il comportamento di blocco o in linea di un elemento così come la proprietà float che determina la possibilità di far fluttuare a destra o a sinistra un elemento rispetto al contenitore corrispondente. Molte organizzazioni come Mozilla mettono a disposizione strumenti e tutorial per una corretta gestione e progettazione del Web al fine di un corretto rendering della comunicazione digitale. Alcune funzioni integrate nei browser come Firefox del tipo ispeziona-analizza elemento - attivabili come diverse altre funzioni con il click destro del mouse - sono potenti analizzatori dello stato di qualità del codice markup html e relativo stile con i quali sperimentare possibili cambiamenti immediatamente visualizzabili sul !Rendering Web del browser in azione. In particolare risultano particolarmente utili le funzioni come lo strumento di analisi rete Network Monitor capace di effettuare l'analisi degli elementi componenti la pagina Web (peso compreso). L'utilizzo di validatori e plugin come Web Developer può semplificare il lavoro di molti webmaster. Con l'avvento dell'html5 sono comparsi molti altri marcatori orientati a classificare in maniera migliore il documento sotto un profilo semantico ad uso e consumo dei motori di ricerca e di ogni altro motore di rendering della pagina web: header, nav, footer, section, article, aside, figure, address, video, audio, ecc. Esistono vari approcci alla realizzazione di !Web Publishing: uno dei più diffusi è quello di utilizzare strumenti come i CMS - come è il caso del popolarissimo Wordpress e dei suoi temi grafici nonché dei plugin per qualsiasi funzionalità immaginabile. Si spazia dunque da opportunità molto semplici di publishing web come Altervista oppure Wix (variante Editor X compresa), fino ad alcuni servizi di free hosting come NetSons. Rimane importante l'opportunità di testare lo strumento di trasferimento file FTP come Filezilla. Realizzare una pagina html con solo editor di testo vecchia maniera come BlueFish oppure l'innovativo Visual Studio Code utilizzando i principali !marcatori tag rimane un esercizio fondamentale per imparare a rispettare delle regole di buona scrittura come quelle di non usare lettere maiuscole, spazi e simboli speciali nella definizione dei nomi di file. Sperimentazioni utili possono essere portate avanti sulla pratica piattaforma di test codice online CODEPEN tenendo presente la vulcanica evoluzione dei css: interessante anche la sperimentazione di Mozilla per realizzare una sorta di metaverso con i linguaggi del Web tramite l'esperimento hubs e relativo ambiente di sviluppo 3D spoke. I possibili test da eseguire su un sito Web sono innumerevoli e possono tenere di conto anche della questione della sostenibilità ambientale. Per prima cosa occorre prendere coscienza del corredo tecnologico dell'host in esame (grazie a BuiltWith oppure Wappalyzer) nonché della sua affidabilità di performance nel tempo testando i tempi di risposta tramite traceroute e strumenti di monitoraggio capaci di svelare anche lo stato di propagazione del servizio DNS nel mondo da punti geografici rappresentativi dei vari continenti. Alcuni prodotti dell'informazione e della comunicazione digitale necessitano di particolari accorgimenti per cercare di renderli più accessibili possibili: è il caso dei dati tecnici e scientifici da visualizzare, dei moduli (form), dei gesti come tap o drag, delle immagini realizzate tramite codice SVG oppure dei documenti ben formati per la produzione di pdf accessibili così come per gli ebook (libri elettronici) realizzabili secondo lo standard più recente !ePub(3) consentendo fruizioni come l'audio-testo sincronizzato tramite il linguaggio SMIL: applicazioni realizzate in html5 con le specifiche di tipo ARIA applicabili a tanti elementi-funzionalità di un'interfaccia Web. Le cosiddette !WAI-ARIA creano una serie di estensioni del linguaggio html rendendo consapevoli i browser e le relative tecnologie assistive del contenuto interattivo attraverso degli attributi-funzioni di tipo role a loro volta con specifici states: il tutto ravvisabile tramite l'accessibility tree del document object model. Content Management System come Drupal, implementato da molte pubbliche amministrazioni per la sua efficace architettura informativa e la sua natura Open Source, prevedono l'utilizzo di appositi moduli per facilitare l'implementazione di soluzioni di accessibilità. Joomla si dichiara accessibile anche nell'area e utilizzo di backend. Per il popolare CMS WordPress può essere utile prendere in considerazione plugin e temi accessibili con un occhio di riguardo, magari, alla questione leggibilità. Quale che sia il tipo di CMS (Content Management System) adottato è consigliabile realizzare una versione accessibile così come proposto dettagliatamente su ARCO CMS. Discorso a parte meritano case history e suggerimenti di sviluppo per videogiochi nonché procedure di sviluppo per le app suddivise per i due ambienti di sviluppo ovvero Android e iOs per i quali la piattaforma Appt offre una panoramica esausitva di soluzioni test compresi. Trasformare un sito Web in un'app è possibile grazie al Progressive Web App design ma anche, manco a dirlo, attraverso l'immancabile plugin per wp). Strategie produttive a parte, è doveroso controllare che tutto fili liscio - magari attraverso appositi tool come pwabuilder sviluppato da Microsoft in maniera tale da agevolare una fruizione offline ed all'insegna della massima interoperabilità. Microsoft ha un grande livello di attenzione rispetto alle progressive web app offrendo apposita documentazione. Progettare per un ambiente interattivo vuol dire non solo qualcosa di bello ovvero di esteticamente appagante ma che soprattutto chiami all'azione ovvero che provochi un'azione in un'ottica di filosofia di UX finalizzata a stimolare una !call to action.

X come XnViewMp per l'analisi dei meta-dati

XnViewmp è un software libero e multipiattaforma per gestire i !meta-dati dei contenuti digitali. I meta-dati sono fondamentali, in un'ottica inclusive design per definire alcune caratteristiche dei prodotti digitali e quindi rendere la loro fruizione maggiormente consapevole e legittima. Restando sulle potenzialità attuali offerte dai meta-dati anche in ambito multimediale è importante prendere dimestichezza con alcuni tool-software che permettono di accedere ma anche modificare i meta-dati di alcuni file che possiamo avere sul proprio computer o incrociare sul Web e magari per prendere conoscenza o dichiarare licenze di distribuzione: sorprendenti i vari exif viewer che ci consentono di visualizzare ed editare le meta-informazioni dellle varie tipologie di file e formati di immagini tramite software come exiftool oppure XnViewMp (standard XMP compreso). XnViewMp è uno strumento utile per avviare una procedura di !verifica dell'informazione che si basa appunto anche sulla verifica dei meta-dati. Per prendere in considerazione un'informazione ed avviare un processo comunicativo a fini anche inclusivi significa verificare la palusibilità dell'informazione stessa. Un sintetico kit di verifica !CHI DICE COSA basato sull'esaustivo Verification Handbook che illustra tecniche !OSINT (Open Source INTelligence) per verificare !fake news, deep fake, ma anche !allucinazioni prodotte dai sistemi di intelligenze aritificiali si può ipotizzare di dipanare in questa maniera: cerca riferimenti dell'autore ovvero su CHI produce la notizia; cerca il titolo della notizia su Google ovvero investiga su COSA stiamo parlando e fai attenzione a vedere se è stata bollata come fake news (bufala) da servizi di !fact checking come Il Disinformatico oppure Fact-checking di Open; investiga tecnicamente su manipolazioni con strumenti di tipo forense ad hoc come Image Verification Assistant oppure per immagini e soprattutto fotografie (considerando anche che la fotografia computazionale può influire di per sé sulle immagini immortalate da uno smartphone); utilizza tool come GPTZero oppure AI Detector per verificare la generazione artificiale di testi; per la verifica del multimedia utilizza spawning.ai per la verifica di plagi visuali intelligenti mentre Try AI or Not riesce a valutare anche oggetti audio, Is it AI? è un'altra opportunità per verificare se un’immagine è generata dall’AI ma è comunque necessario avere una certa capacità di analisi manuale per valutare la probabile generazione artificiale di un'immagine ad esempio soffermandosi su particolari o scene difficili da creare (per esempio mani, abbracci e baci), forma o intensità delle luminosità e delle ombre soprattutto rispetto alle fonti di luce presunte, la presenza di bordi o contorni sfocati irregolari o discontinui, prospettive errate oppure dettagli ripetuti in maniera innaturale; attua una procedura di !reverse image search semplicemente con il click destro del mouse su chrome per avviare la verifica della fonte tramite Google Lens ma anche tramite strumenti più professionali come TinEye; cerca altri riscontri su quanto trovato grazie a motori di ricerca, servizi meteo, satellitari e quant'altro utile compreso comunità social di persone residenti nella località afferente alla news da analizzare; discuti con una collettività chi-cosa hai trovato e se non hai opportunità nella vita reale utilizza Reddit.

Y come la forma dell'Interazione

La Y è la forma classica con cui viene rappresentata l'esperienza utente del funnel di conversione ovvero l'opoortunità progettuale che abbiamo a disposizione per convogliare l'utente finale a svolgere una funzione in sintonia con i nostri obiettivi comunicativi attraverso apposite !call to action. Predisporre una corretta interazione a livello di esperienza utente significa prendere in considerazione anche la questione della !Cross Cultural Communication. La comunicazione di tipo Cross Cultural è quella capace di mantenere la sua efficacia verso persone che, non solo parlano una lingua diversa dalla 'nostra', ma che provengono anche da una cultura diversa. Nell'ambito dell'inclusive design è importante considerare che differenti orientamenti culturali impongono adattamenti di interfacce a volte anche molto drastici: basti pensare alle differenze di orientamento fra persone abituate a leggere e scrivere da sinistra a destra in senso orizzontale rispetto a chi scrive e legge da destra a sinistra o magari in senso verticale. Cosa dire poi dei colori ai quali sono attribuiti significati a volte drasticamente diversi dalle tante culture diverse che affollano il nostro pianeta (il lutto si esprime con il colore nero nel mondo nord-occidentale ma con il colore bianco nel mondo sud-orientale). Tutto ciò che è espressione orale e scritta viene organizzata in maniera drasticamente diversa nel mondo a seconda della cultura di provenienza: basti pensare alla rappresentazione formale del nome delle persone che assolutamente non rispetta sempre la struttura a noi nota del nome e del cognome. Anche la stessa gestualità viene associata a significati diversi nelle diverse culture nel mondo. Mettersi nei panni dell'utenza finale con cui stiamo comunicando significa anche giocare a vestire i panni culturali e linguistici altrui e cercare d'intuirne le esigenze. Infine un aspetto assolutamente non marginale sono i tanti significati gergali diversi, metafore e simboli che magari possono essere utilizzati in modo diverso anche da persone che parlano magari la medesima lingua riuscendo peraltro, per consuetudine, più che per comprensione logica riconoscere e assegnare particolari significati a icone particolarmente popolari. Il problema della !localizzazione ovvero come adattare una comunicazione e un linguaggio a esigenze culturali oltre che linguistiche locali è un problema molto complesso che esige sensibili capacità di analisi e ampie conoscenze così come ci illustra mirabilmente il blog Terminologia etc. Da un punto di vista d'interpretazione culturale degli eventi e del differente mood che si può trovare in ogni singolo paese del mondo anche in relazione alla comunicazione digitale è interessantissimo sfogliare la raccolta dei doodle di Google. Immergersi nella comunicazione cross cultural, infine, significa immergersi nei differenti social disponibili nel mondo. I !social network sono stati creati per costruire dei modelli di business basati sulla pubblicità contestuale da abbinare allo scambio di comunicazioni fra miriade di singole identità associabili a ben definibili classi di target denominate anche !personas ovvero ritratti astratti di modelli di utenti significativi ognuno con propri caratteri linguistici, culturali e comportamentali. Approccio diverso quello del !FediVerso che consiste in piattaforme open-source ospitate su server autonomi ma collegate fra loro: è il caso di Mastodon in qualche maniera alternativa a twitter. I social network sono anche per quest'ultima ragione dei fantastici strumenti per capire le differenze culturali nel mondo. Oltre ai soliti noti che impegnano assiduamente la nostra quotidianità digitale è interessante vedere come lo scenario internazionale è decisamente variegato con diverse specificità a Oriente. Esistono fantastiche piattaforme social per la condivisione di contenuti di tipo visuale ma anche audio mentre alcuni altri social network sono stati studiati e istituiti per finalità e utilità umanitarie come ad esempio RefUnite per mettere in collegamento le famiglie dei rifugiati oppure INDIGI TUBE per facilitare la comunicazione fra le popolazioni indigene disgregate dell'Australia. Fra i tanti social merita menzione in ambito grafico e di progettazione prototipale inVision per la sua capacità di esposizione progetti e confronto sui medesimi in ambito cross-mediale e per gli artisti l'offerta specifica social si chiama Behance. Ma è sul fronte della diversificazione geografica che emergono le novità e le sorprese più interessanti: il primato di V Kontakte per la Russia e dintorni fa il pari con la variegata offerta di social cinesi che oscurano nettamente i soliti nomi a noi noti; è infatti a oriente che si registra i maggiori casi di successo alternativi al mainstream occidentale. Molto variegata si diceva l'offerta in Cina dove si registra l'affermarsi di altre alternative a QQ per il settore social in generale come WeChat e l'emergente weibo ma anche esperienze interessanti e significative per il settore video. In altre zone geografiche si registra la presenza di social che non riescono a offuscare l'offerta nord-americana ma comunque si ritagliano una loro fetta di pubblico-utenza significativa: è il caso di KAKAO per la Corea del Sud e di Line per il Giappone. Le attività di localizzazione ed internazionalizzazione del codice Web sono spesso identificate con l'acronimo !i18n e sono tutte attività che cercano di andare incontro alle esigenze degli esseri umani in merito alla loro specifica identità linguistica e culturale. Oramai tutte le major del digitale hanno una loro sezione i18n per sviluppatori e fra le varie a disposizione risultano attualmente interessanti quella di Microsoft con indicazioni utili, ad esempio, su formati di carta, numeri, date, ore, indirizzi e numeri di telefono e quella di Google su necessità di orientamenti e identificazioni linguistiche sul Web. Come suggerito opportunamente dalla sezione i18n del W3C Sono molti gli accorgimenti da adottare in questo senso nel codice Web ma anche per altre tipologie di dispositivi tecnologici e comunicativi...
  • dichiarazione della lingua adottata attraverso l'attributo !lang;
  • adozione della codifica di caratteri !utf-8;
  • assegnazione di un valore RTL all'attributo dir per le lingue lette e scritte da destra a sinistra tenendo presente la possibilità di utilizzare il marcatore bdi per isolare del testo isolato da leggere in direzione opporta al contesto generale;
  • implementazione del marcatore ruby per una migliore presentazione e comprensione delle lingue ideografiche attraverso sovra-titolazioni;
  • rispettare convenzioni locali nella compilazione di moduli online nei campi nomi e cognomi, indirizzi, date e orari rispettando canoni, standard e specifiche locali;
  • implementazione dell'attributo !translate da utilizzare perlopiù con valore negativo "no" al fine di escludere testo che non ha senso di sottoporre a procedure di traduzione (nomi propri, eccetera).
  • implementazione dei corretti attributi !hreflang ai quali assegnare opportuni valori di lingua e volendo di area geografica di appartenenza alle diverse homepage in maniera tale che ci sia una corretta indicizzazione multi-lingue da parte dei motori di ricerca e dunque un'intercettazione dell'utenza finale corretta rispetto alla propria lingua di appartenenza.
La corretta applicazione di codice mark-up, peraltro, non può prescindere - ovviamente - da una conoscenza approfondita della lingua e della cultura di riferimento del contenuto elaborato come ad esempio la necessità di tener presente l'orienntamento da destra verso sinistra non solo per il testo ma anche per alcune icone (freccia con il senso di avanti che diventa da destra a sinistra) e timeline così come per le lingue che non prevedano Maiuscole (cinese, giapponese o koreano) è particolarmente importante distinguere il testo normale dal testo con particolari funzioni o sensi comunicativi così come in alcune culture (Bengali, Marathi, Nepali...) vi è addirittura una rappresentazione diversa dal consueto dei numeri.
indigi tube è il social network degli aborigeni australiani. Fonte https://www.indigitube.com.au/

Z come la forma dell'Attenzione

La Z è la forma tipica del percorso di attenzione visiva che occorre quando ci troviamo di fronte ad un'interfaccia digitale. L'attenzione è la condizione che ci porta a privilegiare la lettura di una porzione di una pagina Web piuttosto che un'altra. Relativamente alle possibilità sensoriali e tecnologiche delle persone e dei dispositivi che accedono a una pagina Web alcune porzioni della pagina Web attraggono maggiormente l'attenzione di altre: per un nord-occidentale la parte in alto a sinistra dello schermo, per una persona di cultura araba od ebraica la parte in alto a destra (dove comincia a leggere e scrivere), per una persona cieca i link (collegamenti), per uno spider dei motori di ricerca gli elementi strutturali e le meta-informazioni del sito. L'attenzione, come tutte le altre condizioni dell'accessibilità va peraltro misurata e, in qualche modo, prevista anche rispetto alla timeline degli oggetti multimediali ospitati sulla pagina Web e al modo e alla successione con cui appaiono all'utente finale per cui è ben noto che ciò che si riesce a percepire e porre attenzione nei primi due-tre secondi può determinare il successo comunicativo o meno di una pagina Web e determinare o meno l'abbandono di un utente dalla medesima. La percezione e l'attenzione possono anche variare rispetto alla natura multimediale di ciò che offriamo per cui se un suono o un audio avvolgono l'attenzione automaticamente di un utente finale in molti casi è opportuno regolarne l'avvio automatico (autoplay) così come per un video è opportuno lasciare quanti più controlli (controls) possibili all'utenza finale per una sua fruizione.
La condizione di percezione è quella più importante da soddisfare e direttamente connessa ai processi cognitivi. Percepire in ambito digitale significa leggere e interpretare l'informazione a livello audio e visuale: (ancora) escluso il senso dell'odorato il senso tattile rimane un'esperienza specificatamente riferita ai non vedenti che usufruiscono di barre braille oppure audiodescrizioni per l'interpretazione del visuale. Una finestra di pop-up sarà percepita da una persona vedente come elemento inserito in un contesto più ampio dato che la finestra principale con le relative informazioni e funzionalità sarà sempre visualizzata anche se in background, viceversa per un non-vedente la finestra di pop-up diventa la sola e unica informazione che viene percepita in quanto lo !screen-reader interpreta il solo oggetto pop-up ma non nel contesto generale e quindi le informazioni e le funzionalità contenute nel pop-up diventano strategiche per il buon proseguimento della navigazione; ancora per un vedente una pagina Web viene percepita nel suo complesso tutta insieme mentre per un non-vedente vi è una lettura lineare effettuata dallo screen-reader privilegiando alcuni elementi meta-informativi e strutturali. Per capire come la percezione sia una questione fondamentale nei processi comunicativi basta osservare la trovata del social network SoundCloud che, per appagare la percezione visiva di chi ascolta un brano musicale, mette in evidenza (visiva appunto) la successione delle frequenze e addirittura la possibilità di etichettare certi punti significativi del suono con commenti e collegamenti vari oltre a rendere evidente la durata della traccia audio.

A cura di Enrico Bisenzi autore di molte altre (auto) pubblicazioni, infoAccessibile è un repository didattico sull'inclusive design senza fini di lucro che non raccoglie alcun tipo di informazione personale né vende alcun tipo di informazione o merce: per questo non troverete traccia di cookies e protocolli di sicurezza. Rilasciato sotto licenza © Creative Commons CC BY-NC-SA Attribuzione – Non Commerciale – Condividi allo Stesso Modo. Oltre a questo specimen didattico, il mio personale contributo in tema, nell'ambito della comunicazione digitale, è rappresentato dal blog Scacco al Web e dall'ebook INCLUSIVE DESIGN (obblighi normativi e opportunità espressive).